Quattro aziende europee sviluppano un sistema di disaster recovery per i dati: l'importanza della sovranità digitale Un nuovo protagonista è emerso nel panorama tecnologico europeo: quattro aziende di rilievo stanno lavorando insieme a una suite di disaster recovery "completamente sovrana"…
Quattro aziende europee sviluppano un sistema di disaster recovery per i dati: l’importanza della sovranità digitale
Un nuovo protagonista è emerso nel panorama tecnologico europeo: quattro aziende di rilievo stanno lavorando insieme a una suite di disaster recovery “completamente sovrana” per ridurre la dipendenza dalle grandi piattaforme cloud statunitensi. Cubbit e Elemento Cloud, entrambe italiane, insieme a SUSE dalla Germania e StorPool Storage dalla Bulgaria, hanno presentato la loro innovativa soluzione durante l’European Data Summit di Berlino. Questo progetto rappresenta un passo significativo verso la costruzione di un ecosistema digitale europeo più indipendente.
Una soluzione integrata per la sovranità digitale
La suite proposta combina diverse tecnologie in un unico sistema implementabile. Da un lato, abbiamo il storage geo-distribuito di Cubbit, un fondamento open-source di Linux fornito da SUSE, l’orchestrazione vendor-neutral di Elemento Cloud e il robusto storage software-defined di StorPool. Il risultato è uno strumento robusto che permette alle organizzazioni di gestire efficacemente i rischi legati alla disponibilità dei dati, inclusi scenari estremi come una sospensione del servizio da parte di fornitori esteri. Questo tipo di preparazione è essenziale, considerando le crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza dei dati.
L’importanza di questa iniziativa è sottolineata da crescente interesse del mercato, come rilevato da Gartner, che prevede una crescita della spesa europea in soluzioni cloud sovrano passando da 6,9 miliardi a 23,1 miliardi di dollari entro il 2027. Questo incremento è spinto da fattori geopolitici e normativi, inclusi il GDPR e la crescente necessità di mantenere il controllo sui dati critici.
Un passo coraggioso contro colossi del cloud
Nonostante la grandiosità della proposta, è importante notare che Cubbit, SUSE, Elemento Cloud e StorPool insieme non possono competere con l’enormità delle risorse possedute da Amazon Web Services, Microsoft Azure e Google Cloud. Questi ultimi controllano oltre due terzi del mercato del cloud in Europa. Tuttavia, la visione alla base di questa iniziativa è di introdurre alternative praticabili in settori chiave come difesa, spazio e finanza, dove la sovranità è più importante della semplice scala operativa. Aziende come Cubbit hanno già collaborato con enti significativi, tra cui Leonardo e Rai Way, il che evidenzia l’impatto che questa suite potrebbe avere non solo a livello aziendale, ma anche su una scala istituzionale.
In un momento in cui le dinamiche geopolitiche stanno cambiando rapidamente, l’idea di una maggiore sovranità tecnologica europea assume contorni sempre più rilevanti. Le tensioni tra Stati Uniti e Europa, unite a una Cina sempre più presente, spingono l’Europa verso la creazione di dirette alternative alle soluzioni statunitensi.
Il futuro della sovranità digitale in Europa
Ma che dire dell’atteggiamento attuale delle aziende europee verso questi nuovi strumenti? Molte organizzazioni sono ancora riluttanti a cambiare fornitori, spesso preferendo continuare ad utilizzare i grandi nomi di mercato piuttosto che esplorare opzioni nuove e potenzialmente più sicure. Tuttavia, l’approccio raccomandato per i CIO oggi è considerare la suite di disaster recovery come un’opzione di diversificazione, piuttosto che come un sostituto diretto degli attuali hyperscaler.
Il monitoraggio e la sperimentazione di questa nuova tecnologia potrebbe rivelarsi cruciale per le aziende italiane e europee in generale. L’adozione di soluzioni alternatives consentirebbe anche di valutare costi, efficienze e beneficii operativi in uno spazio limitato prima di espandere l’adozione. Affrontare la questione dell’inerzia dei committenti europei potrebbe risultare decisivo per garantire un’accelerazione verso una vera sovranità digitale.
In conclusione, mentre i cambiamenti strutturali necessari per raggiungere la sovranità digitale richiederanno tempo e risorse, i passi concreti avviati recentemente offrono una base promettente. Le aziende, in particolare quelle italiane, hanno ora un’opportunità unica per contribuire attivamente alla creazione di un ecosistema tecnologico più autonomo e resiliente.
