5 serie tv che avreste visto nel 1985 di Stranger Things


I nuovi episodi della serie Netflix sono ambientati a metà degli anni Ottanta, in un anno che ha sfornato titoli televisivi che ricordiamo ancora oggi

La terza stagione di Stranger Things, dal 4 luglio su Netflix, è ambientata nel 1985. E la cosa è piuttosto evidente in ogni scena: si passa dai coloratissimi abiti in voga all’epoca a marchi riconoscibilissimi come Gap e Burger King; da una colonna sonora inconfondibilmente d’epoca a scene di film come Il giorno degli zombi di George Romero e di telefilm come Magnum PI. È indubbio che quelli furono anni di grande creatività e in particolare il 1985 a livello televisivo regalò parecchie soddisfazioni, inaugurando titoli che rimangono ancora oggi impressi nella memoria.

1. Cuori senza età

Forse non rimasta particolarmente impressa al pubblico italiano, Cuori senza età (in originale The Golden Girls) è stata una sitcom di grande impatto negli Stati Uniti. Le serie comica, iniziata appunto nel 1985 e andata avanti per sette stagioni, era incentrata su un gruppo di quattro donne mature che condividono la stessa villa a Miami in Florida: a interpretarle un poker di attrici eccezionali come Beatrice Arthur, Rue McClanahan, Estelle Getty e soprattutto Betty White, ancora oggi (all’età di 97 anni) un portento di comicità. Tutte e quattro le attrici vinsero un Emmy per la loro interpretazione, aggiungendoli agli altri riconoscimenti che la produzione si aggiudicò.

Tre vedove e una divorziata, le quattro donne devono affrontare i problemi della terza età non avendo però perso l’entusiasmo e anche la passione che le caratterizza, generando così una serie di situazioni assurde e paradossali e affrontando temi all’epoca ancora spinosi come l’omosessualità, il sesso nella terza età, la discriminazione contro le persone sieropositive, il suicidio assistito. Unendo dunque talento delle attrici, coraggio tematico e humour irresistibile la serie ebbe un perdurante successo e finì solo nel 1992 quando Arthur lasciò lo show, generando però uno spin-off, The Golden Palace, durato una sola stagione, con le altre tre protagoniste.

2. Genitori in blue jeans

Più nota in Italia è sicuramente la sitcom Genitori in blue jeans, anch’essa iniziata nel 1985 e trasmessa ripetutamente da noi su Italia 1. La serie segue le vicende di una famiglia molto moderna: lo psichiatra Jason Seaver lavora da casa mentre la moglie Maggie, una reporter, è fuori al lavoro; insieme cercano di gestire i tre figli scatenati, Mike, Carol e Ben, a cui si aggiungono poi una quarta bimba, Chrissy, e perfino un giovane sfortunato preso in affido, interpretato da un giovanissimo Leonardo DiCaprio.

DiCaprio non fu l’unico attore ad avere un ruolo all’inizio della carriera in questa produzione: passarono di qui infatti anche Brad Pitt, Hilary Swank, Heather Graham, Jennie Garth divenuta poi la Kelly di Beverly Hills e Matthew Perry, il futuro Chandler di Friends. La serie durò per sette stagioni ma produsse anche due film per la tv, nel 2000 e 2004. Memorabile è anche la sigla d’apertura, la canzone As Long As We Got Each Other cantata da BJ Thomas e Jennifer Warnes (poi Dusty Springfield).

3. MacGyver

Sempre del 1985 è l’indimenticabile MacGyver, con protagonista Richard Dean Anderson (poi divenuto il capitano Jack O’Neil di Stargate Sg1). Nonostante non sia mai stato un campione d’ascolti, il telefilm si guadagnò un leale seguito di culto e durò per ben sette stagioni. Il tutto merito dell’agente segreto Agnus MacGyver, il quale va a finire sempre in pericolosissime situazioni da cui esce puntualmente grazie al suo ingegno, alle sue conoscenze scientifiche e soprattutto all’impiego di comunissimi oggetti.

A MacGyver bastava infatti un coltellino svizzero, una graffetta, un po’ di nastro adesivo e della gomma da masticare per produrre qualsiasi cosa, da una piccola bomba ad altri elaborati marchingegni, sempre cercando di non arrivare mai a usare la violenza. Sebbene spesso in situazioni assurde, questo show d’azione riusciva anche a trasmettere qualche nozione di fisica, chimica e ingegneria, divenendo un punto di riferimento molto citato o parodiato nella cultura popolare. Nel 2016 la Cbs ha ordinato un reboot della serie con protagonista il giovane Lucas Till. In pochi sanno che a produrre sia quella originale che questa nuova versione è fra gli altri Henry Winkler, il Fonzie di Happy Days.

4. Super Vicki

E dal 1985 viene anche un’altra serie divenuta molto popolare fra i giovani italiani oltre che in patria, ovvero Super Vicki (in originale Small Wonder). L’inventore Ted Lawson progetta un androide chiamato Voice Input Child Identicant (Vici, da cui Vicki) in forma di una ragazzina di dieci anni e con lo scopo di farle assistere bambini malati. Per testarne l’efficace, decide di adottarla e farla vivere con la moglie Joan e il figlio Jaime, facendola passare come una ragazzina a tutti gli effetti, nonostante la curiosità e i dubbi dei vicini, i Brindle.

La comicità della serie è basata tutto sulla difficoltà di Vicki di assorbire immediatamente i linguaggi e i comportamenti umani, tentando di imitarli goffamente o interpretandoli in maniera troppo letterale. A un certo punto, però, si dovette anche spiegare come mai, pur essendo un robot, la protagonista (o meglio l’attrice Tiffany Brissette) crescesse fisicamente nel corso delle stagioni: la cosa fu risolta parlando di aggiornamenti al robot con la creazione di nuove versioni. La stessa attrice Brissette si ritirò dalla recitazione nel 1991, due anni dopo la fine del telefilm, e pare che ora faccia l’infermiera.

5. Amazing Stories

Il 1985 fu anche l’anno delle serie antologiche. Infatti in quella stagione televisiva si decise di riprendere per la prima volta il formato di Twilight Zone, ovvero Ai confini della realtà, la collezione di storie sul soprannaturale e l’assurdo che era stata inaugurata in origine nel 1959. Ma quello stesso anno Steven Spielberg creò per la Nbc l’antologia Amazing Stories, trasmessa in Italia come Storie incredibili, e che durò per due stagioni.

Anche se non raggiunge i livelli angoscianti che spesso caratterizza Twilight Zone, Amazing Stories racconta diverse storie di meraviglia e assurdità, da un mago con poteri psichici ai viaggi nel tempo, dagli alieni che imitano personaggi della tv a una babysitter che utilizza il voodoo a famiglie che si trasferiscono su altri pianeti. Nonostante non ebbe mai uno straordinario successo, la serie confermò ulteriormente Spielberg come uno dei professionisti più creativi d’America. E oggi lo stesso regista sta lavorando al reboot della serie che andrà sul nuovo servizio AppleTv+.

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