5 serie tv che stavate guardando nel 1999


Vent’anni fa la rivoluzione delle serie tv iniziava a muovere i suoi passi con titoli dalla portata storica come I Soprano e West Wing, ma anche con una fiction italiana come Il commissario Montalbano

Oggi ci sembra di vivere immersi in un mondo in dominano le serie tv. Certamente oggi le produzioni seriali sono numerosissime e sono destinate a crescere ancora di più, ma non è da poco tempo che la nostra attenzione mediatica è assorbita dai titoli a episodi. Anzi, si può dire che questo percorso lungo decenni ha avuto un balzo in avanti proprio a partire dal 1999. Vent’anni fa, infatti, iniziava una rivoluzione qualitativa delle serie tv (sorprendentemente anche in Italia) che da allora non ha conosciuto battute di arresto.

1. I Soprano

Si può dire con quasi assoluta sicurezza che il 1999 fu l’anno in cui la tv cambiò per sempre. Il motivo? Sulla Hbo debuttava la prima stagione de I Soprano, la serie che ribaltato il modo di concepire le produzioni seriali. Il livello della recitazione, della regia, della fotografia, della scrittura in charoscuro dei personaggi e della profondità culturale e sociale delle trama è riconosciuta da molti come uno degli apici della serialità televisiva, e uno dei primi esempi in cui il piccolo schermo ambiva a superare limiti precedentemente riservati solo al cinema.

Tutto ciò grazie alle vicende di Tony Soprano, il boss della mafia italoamericana interpretato dallo straordinario e purtroppo prematuramente scomparso James Gandolfini, il quale inizia una specie di percorso di redenzione rivolgendosi a una psicanalista. Attorno a lui diversi membri della famiglia, della sua organizzazione criminale ma anche rivali e altri personaggi ancora, che lo mettono costantemente di fronte ai problemi legati al dover trovare un equilibrio fra la propria vita personale, le attività criminali e soprattutto la sua coscienza.

2. Futurama

Dieci anni dopo il debutto dei Simpson, il loro creatore Matt Groening decide di lanciarsi in una nuova avventura animata con Futurama, una serie che mixa tutti i cliché del genere futuristico e fantascientifico mantenendo però il solito spirito critico nei confronti della società contemporanea tipico del suo autore. La storia prende il via quando un fattorino scapestrato di nome Philip J Fry finisce per sbaglio in una macchina criogenica e si risveglia dunque mille anni dopo, nel 31esimo secolo.

Fry trova presto lavoro in un’azienda di spedizioni interplanetarie dove incontra una serie di bizzarri personaggi: dal vecchissimo professor Farnsworth alla volitiva ciclope Leela, passando per lo scorbutico e alcolizzato robot Bender e il viscido alieno dottor Zoidberg. Il gruppo compie una serie di viaggi nello spazio che li faranno imbattere nelle situazioni più assurde. Dalle cabine per il suicidio ai livelli di inquinamento fuori misura, dallo strapotere delle macchine al controllo mentale da parte di media e alieni, Futurama ha preso diverse volte e in modo controverso posizione sui timori più diffusi riguardo all’evoluzione culturale e tecnologica della nostra società.

3. The West Wing

Prima di House of Cards, c’è stata un’altra serie rivoluzionaria che ci ha portato dietro le quinte del luogo più potente sulla faccia della Terra: la Casa bianca. Creata da Aaron Sorkin (The Newsroom, The Social Network, Steve Jobs) e andata in onda per sette stagioni a partire proprio dal 1999, la serie della Nbc si occupa proprio dell’ala ovest della residenza presidenziale americana, dove operano di solito i funzionari più vicini al presidente.

La serie segue proprio il lavoro del presidente Jed Bartlet, interpretato da Martin Sheen, e del suo staff mentre devono affrontare gli eventi più o meno straordinari dell’agenda presidenziale. Il cast straordinario, che vede attori come Allison Janney, Rob Lowe e Bradley Whitford, ma soprattutto la qualità della scrittura e degli intrecci (Sorkin scrisse la quasi totalità degli episodi delle prime quattro stagioni) ne fanno indubbiamente una delle serie migliori a cavallo fra anni Novanta e Duemila, universalmente apprezzata per il suo realismo e la sua influenza su temi sociali e politici.

4. Angel

Due anni dopo il debutto di Buffy l’ammazzavampiri di Joss Whedon, nel 1999 viene creato il suo spin-off Angel. Come dice il titolo, la produzione derivata riprende uno dei personaggi più amati ma anche controversi della serie, ovvero il vampiro Angelus interpretato da David Boreanaz. Dopo secoli di malefatte, Angel viene maledetto da una comunità zingara a riottenere l’anima e quindi a dolersi di tutti i suoi crimini. Determinato a fare del bene, aiuta la cacciatrice Buffy ma se ne innamora ritornando ad essere malvagio; dopo una inaspettate risurrezione ritrova il suo animo buono ma decide di lasciare la ragazza consapevole di non poterla rendere felice.

Ecco che qui inizia lo spin-off: trasferitosi a Los Angeles, Angel s’improvvisa investigatore privato imbattendosi in casi sempre più efferati dietro i quali si nascondono ovviamente le forze del male. Assieme a lui ci sono la vecchia conoscenza Cordelia, il demone Doyle poi sostituito dall’osservatore Pryce e infine il cacciatore di vampiri Charles Gunn. Il gruppo dovrà contrastare uno studio demoniaco di avvocati, la Wolfram & Hart, uno scontro che sfocerà nella quinta stagione perfino in una discesa negli inferi. La serie terminò bruscamente ma continuò poi in una serie di fumetti creati dallo stesso Joss Whedon.

5. Il commissario Montalbano

Poche fiction italiane hanno avuto un tale successo in termini di ascolti, anche con le innumerevoli repliche, e al contempo hanno conquistato il mercato internazionale come Il commissario Montalbano. L’adattamento televisivo dei romanzi gialli di Andrea Camilleri sono il fiore all’occhiello della produzione seriale targata Rai: i primi episodi andarono in onda proprio nel maggio del 1999 su Rai2, prima di trasferirsi dato i grandi riscontri sulla rete ammiraglia.

Protagonista è ovviamente Salvo Montalbano, il commissario di polizia della fittizia città siciliana di Vigata interpretato da Luca Zingaretti, attore ormai indissolubilmente legato al personaggio. L’uomo indaga sui crimini più disparati che accadono nella sua terra, affiancando al suo istinto dei modi un po’ burberi ma anche una grande umanità. Pittoresco è anche l’universo dei personaggi che lo circonda, dall’ingestibile vice Mimì al buffo Catarella passando per Livia, donna con cui ha una relazione spesso burrascosa. Le avventure di Montalbano sono arrivare alla tredicesima stagione (toccando anche di recente discussi temi d’attualità), ma nuovi episodi sono previsti anche per il 2020.

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