5 serie tv da recuperare quest’estate


Se dall’inizio dell’anno a oggi non siete riusciti a stare al passo con tutte le serie tv diffuse in questi mesi ecco alcuni titoli da recuperare assolutamente nel periodo estivo

In questi anni siamo letteralmente sommersi dalla serie tv. L’epoca d’oro della produzione seriale si traduce in una quantità esorbitante di titoli che inondano i canali televisivi e e le piattaforme di streaming. Stare dietro a questi ritmi non è affatto facile, ma può essere che l’estate, fra vacanze e momenti di relax, sia il momento ideale per recuperare quelle serie che per un motivo o per l’altro sono state lasciate indietro. Se ancora però non riuscite a fare una scelta ecco alcuni titoli che vale assolutamente la pena riprendere.

1. Chernobyl

Il tema non è di quelli leggeri ed estivi, ma Chernobyl è davvero una delle produzioni più entusiasmanti di questa prima parte dell’anno. La miniserie Sky-Hbo racconta infatti i drammatici fatti dell’esplosione del reattore nella centrale nucleare nell’aprile 1986 ma soprattutto le conseguenze di quella tragedia, che si intreccia non solo a subdoli giochi di potere e di omertà ma anche all’orribile destino di morte e malattia toccato a moltissime persone che vivevano nell’area o sono state costrette a operarvi.

Lo showrunner Craig Mazin ha studiato con grande attenzione per puntare a un realismo molto puntuale ed efficace, e ha deciso di concentrarsi su tre figure che facciano da catalizzatori della storia: due realmente esistiti, l’esperto nucleare Valery Legasov e il funzionario dello stato Boris Shcherbina, e la fisica Ulana Khomyuk, creata per fare da motore allo svelamento dello scandalo. Gli attori che li interpretano (rispettivamente Jared Harris, Stellan Skarsgård e Emily Watson) sono straordinari e scaldano con il loro pathos una storia altrimenti agghiacciante.

2. After Life

Ci può essere speranza dopo la morte del proprio partner? Se lo chiede Ricky Gervais nella sua più recente serie, After Life, e ovviamente lo fa nel proprio modo brillante e tragicamente comico. Giornalista frustrato in un quotidiano locale, Tony perde l’amatissima moglie Lisa per via di un cancro e decide che nella vita non è più necessario trattenersi, dunque tratta tutti con grande crudeltà e dice tutto quello che gli passa per la mente. Questo vortice autodistruttivo, però, è interrotto dalla realtà stessa, quando Tony sarà posto di fronte ai piccoli e straordinari gesti di empatia delle persone che lo circondano.

Dai toni decisamente drammatici che però si fondono a un’ironia urticante di fondo, After Life riesce a trattare in modo non banale un tema ch sullo schermo è stato trito e ritrito. Gervais è unico nel mostrare una maschera di dolore e di sorriso amaro costruendo attorno a sé un parco di comprimari che sono allo stesso tempo assurdi e umanissimi. È una serie come poco esistono in circolazione (si trova su Netflix), che riesce a spingere lo spettatore a cambiare almeno un po’.

3. Fleabag

Quest’anno è tornata su Amazon Prime Video anche la creatura di Phoebe Waller-Bridge, attrice e sceneggiatrice fra le più apprezzate del momento, che nella serie Fleabag interpreta la protagonista omonimo, giovane donna sulla trentina che sopravvive a Londra al suo stato d’animo frustrato e incazzoso e alle sue svariate idiosincrasie sentimentali e sessuali. Se nella prima stagione Fleabag doveva accettare la morte della sua migliore amica e la nuova moglie del padre (interpretata dalla sempre straordinaria Olivia Coleman), nei nuovi episodi ci sono nuove crisi esistenziali e altrettanti tentativi di risolverle.

Nella seconda stagione infatti Fleabag si riunisce con la propria famiglia in vista del matrimonio del padre e instaura un particolarissimo rapporto col sacerdote della matrigna (anche qui un Andrew Scott in stato di grazia). Dire di più sarebbe rovinare la sorpresa di una serie che si conferma anticonformista, fuori dalle righe e degna di essere attraversata come un’esperienza unica, audace e probabilmente irripetibile, che sbatte in faccia allo spettatore (mentre la protagonista rompe spesso e volentieri la quarta parate) più dubbi che soluzioni.

4. Russian Doll

Il giorno del suo compleanno Nadia, cinica e disillusa giovane donna dell’East Village rimane intrappolata nell’appartamento in cui stanno tenendo una festa in suo onore, dove continua a morire e a ricominciare esattamente dallo stesso momento, in un loop che ricorda molto il Giorno della marmotta. Eppure questa serie in soli otto agili episodi disponibili su Netflix ci racconta tutto un universo di scetticismo, disfunzionalità, ma anche di ricerca di senso e di volontà di scoprire il lato più profondo delle persone e di far pace col proprio passato.

Ad animare il personaggio di Nadia, ma anche la serie stessa è la straordinaria Natasha Lyonne, già fattasi notare in Orange Is the New Black e che ha creato questo titolo assieme a Amy Poehler e Leslye Headland. Un punto di vista eccentricamente femminile e una ricerca esistenziale non banale fanno di Russian Doll un’iniezione di puro stupore seriale, un’occasione da recuperare sicuramente se ve la siete persa.

5. Killing Eve

Altra creazione di Phoebe Waller-Bridge è Killing Eve, serie tv arrivata alla seconda stagione e i cui episodi sono disponibili da noi su Tim Vision. Nel 2018 questo titolo aveva sorpreso tutti grazie al suo sconvolgere le aspettative rispetto a un genere piuttosto trito come la caccia al ladro ma soprattutto per l’introduzione di due protagoniste eccezionali: da una parte Villanelle (Jodie Comer), assassina internazionale incline al buon gusto e alla psicopatia, e dall’altra Eve (Sandra Oh), agente dell’MI6 che ha il compito di rintracciarla ma con la quale instaurerà un morboso rapporto di attrazione, in cui però anche la repulsione fa la sua parte.

Dopo un epilogo piuttosto tragico nella prima stagione, le due donne tornano a inseguirsi in giro per l’Europa mentre devono continuare a fare i conti con questo loro rapporto tutt’altro che cristallino e sono messe di fronte ai propri stessi istinti autodistruttivi. Anche in questi nuovi episodi comunque questa serie si conferma capace di infrangere le barriere di ogni genere, mescolando scene d’azione a toni drammaticamente introspettivi, senza dimenticare di regalare anche momenti che strappano sorrisi sornioni.

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