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Il James Webb Space Telescope ha fotografato le due galassie più antiche mai osservate

di webmaster | Mag 31, 2024 | Tecnologia


Il James Webb Space Telescope (Jwst) torna a stupire e a segnare record paparazzando le due galassie più antiche di cui al momento siamo a conoscenza. La più lontana, che dista 13,4 miliardi di anni luce da noi, ĆØ stata nominata Jades-Gs-z14-0 ed era giĆ  completamente formata 300 milioni di anni dopo il Big Bang – che sono pochi, considerando che l’Universo ha circa 13,8 miliardi di anni. In altre parole, Jades-Gs-z14-0 si ĆØ formata quando l’Universo era ancora giovanissimo, ben prima rispetto alla galassia più antica finora conosciuta. L’altra galassia appena scoperta dal Jwst, Jades-Gs-z14-1, non ĆØ da meno e si aggiudica il secondo posto nella classifica delle galassie più antiche. I risultati dello studio sono al momento disponibili su arXiv, una piattaforma che raccoglie studi scientifici che non hanno ancora subito il processo di peer-review.

Non solo la più antica

ā€œQueste galassie si uniscono a una piccola ma crescente popolazione di galassie del primo mezzo miliardo di anni di storia cosmica in cui possiamo davvero esaminare le popolazioni stellari e i pattern distintivi di elementi chimici al loro internoā€, racconta Francesco D’Eugenio, ricercatore presso il Kavli Institute for Cosmology dell’UniversitĆ  di Cambridge (Regno Unito) e co-autore dello studio.

Ma Jades-Gs-z14-0 non ĆØ solo la galassia più antica nota al momento, la sua scoperta stupisce anche su altri due fronti: la dimensione e la luminositĆ . Secondo le misurazioni del James Webb, la nuova galassia misura infatti circa 1.600 anni luce in larghezza ed ĆØ anche particolarmente luminosa. Fatto insolito, quest’ultimo, per galassie cosƬ antiche e distanti: ā€œJades-Gs-z14-0 rappresenta la prova tangibile che nell’Universo primordiale esistevano galassie luminose giĆ  pienamente sviluppatecommenta Stefano Carniani, ricercatore presso la Normale di Pisa e primo autore dello studio -. Un fatto straordinario, e allo stesso tempo misterioso, pensare che raggruppamenti di stelle cosƬ grandi fossero giĆ  presenti appena 300 milioni di anni dopo il Big Bangā€.

All’alba del cosmo

ā€œLe immagini ottenute con il telescopio Webb ci mostrano una istantanea dell’Universo miliardi di anni fa – prosegue Carniani -.Ā Come il rombo del tuono arriva al nostro orecchio con alcuni secondi di ritardo rispetto a quando osserviamo la scarica del fulmine, lo stesso accade con la luce proveniente da galassie lontane, che ci restituisce un’immagine del passatoā€.
I dati sono stati ottenuti grazie allo strumento NirSpec (Near Infrared Spectrograph) caricato a bordo del James Webb, capace di captare emissioni nel vicino infrarosso. A causa del fenomeno noto come redshift, infatti, quanto più una galassia ĆØ distante da noi, tanto più la luce che emette ā€œsi allungaā€ durante il suo viaggio, raggiungendo lunghezze d’onda che si spostano sempre più verso il rosso.

ā€œI nuovi dati acquisiti tramite Webb – conclude Carniani – continuano a confermare che l’Universo primordiale era giĆ  ben sviluppato con formazioni di stelle simili a quelle più recenti. Il passo ulteriore ĆØ di spingerci ancora oltre, andando ad osservare l’Universo nelle fasi ancora più vicine al Big Bang.Ā Nel frattempo dovremmo iniziare a lavorare allo sviluppo di nuove teorie che riescano a spiegare la formazione e l’evoluzione di questi sistemi all’alba del cosmoā€.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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