Il piano Transizione 5.0 รจ sempre piรน vicino a vedere la luce. Come sottolinea Il Sole 24 Ore dellโ11 giugno, il ministero delle Imprese e del made in Italy, in concerto con quello dellโEconomia e delle finanze, รจ al lavoro per sistemare gli ultimi dettagli del decreto attuativo che, tra lโaltro, disciplina le regole utili ad accedere ai crediti dโimposta per investimenti in innovazione finanziati dal piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che pesano 6,3 miliardi.
Come funziona
I progetti di innovazione ammissibili dovranno essere avviati a partire dallโ1 gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025. Essi dovranno avere come oggetto investimenti messi in atto in uno o piรน di un bene materiale nuovo strumentale tra quelli indicati nella legge di bilancio del 2017, in particolare nelle norme che avevano definito il piano Industria 4.0. Tali investimenti dovranno perรฒ necessariamente essere utilizzati in progetti di innovazioni capaci di ridurre i consumi energetici della struttura produttiva almeno del 3% o dei processi da essi interessati di almeno il 5%.
A livello burocratico, la data di avvio del progetto di innovazione รจ individuata in quella del primo impegno giuridicamente vincolante a ordinare i beni oggetto di investimento o comunque un qualsivoglia tipo di impegno che renda lโinvestimento stesso irreversibile. La data di completamento รจ invece quella in cui รจ effettuato lโultimo investimento che compone il progetto, soprattutto nel caso dei beni materiali e immateriali nuovi strumentali per la digitalizzazione. Si considera invece la data di fine lavori nei casi di ultimi investimenti su beni finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo e la data di rilascio di un attestato finale riguardo allโattivitร di formazione. Per il decreto, sono incentivabili uno o piรน progetti di innovazione con investimenti in una o piรน strutture produttive appartenenti allo stesso soggetto beneficiario.
I settori energivori
Per quanto concerne le imprese dei settori energivori, il decreto attuativo del piano Transizione 5.0, pur lasciando in piedi i vincoli dellโUnione europea, introduce una serie di deroghe per le attivitร direttamente connesse ai combustibili fossili, quelle che rientrano nell’ambito del sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (Ets) che generano emissioni di gas a effetto serra, quelle collegate alle discariche di rifiuti e agli inceneritori e quelle che generano unโalta dose di sostanze inquinanti classificabili quali rifiuti speciali pericolosi.
Una delega importante riguarda poi le aziende che gestiscono impianti in concessione, a patto perรฒ che gli investimenti costituiscano un adempimento degli obblighi assunti nei confronti dell’ente pubblico concedente. La norma prevede in tal senso meccanismi economici che annullano di fatto il rischio economico dell’investimento nei beni strumentali nuovi.
La bozza regola infine la quota di beneficio che spetta per attivitร di formazione sulla transizione energetica, limitata al 10% degli investimenti in beni strumentali per un massimo di 300mila euro. A essere agevolate sono anche le spese effettuate per percorsi che abbiano una durata minima di 12 ore con attestazione finale del risultato raggiunto, anche in modalitร a distanza ed erogate da soggetti esterni allโimpresa.


