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Al G7 Papa Francesco ha parlato di intelligenza artificiale. Ecco cosa ha detto

di webmaster | Giu 14, 2024 | Tecnologia


Il vertice G7 di quest’anno, in corso al resort di Borgo Egnazia, in Puglia, ambisce a essere un punto di svolta nella discussione globale sull’etica nell’uso dell’intelligenza artificiale (AI). Proseguendo le iniziative del summit di Hiroshima dello scorso anno, dove era stato introdotto un codice etico volontario per le aziende e le istituzioni pubbliche che utilizzano l’AI, l’incontro ha visto la partecipazione straordinaria di papa Francesco. Il pontefice ha più volte sottolineato la necessità di stabilire chiari paletti etici per una tecnologia che, senza controllo, rischia di alimentare la disinformazione e di porre sfide inedite su privacy e identità digitale.

Papa Francesco ha già espresso le sue preoccupazioni riguardo all’AI in diverse occasioni: nel suo messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1 gennaio, ha evidenziato l’importanza di un uso responsabile e umano dell’AI. Inoltre, il Vaticano ha avviato nel 2020 un’iniziativa per promuovere una dimensione etica nell’applicazione degli algoritmi, con l’obiettivo di mantenere la tecnologia “antropocentrica” e di prevenire impatti negativi sull’occupazione. La tecnologia può potenzialmente minare il controllo dell’individuo sulla propria vita, con l’algoritmo che guida le scelte personali in modo coercitivo. Questo rappresenta una minaccia non solo per la libertà personale, ma anche per la “civiltà dello spirito” che Papa Francesco difende.

La preoccupazione principale del G7 sembra l’effetto dell’AI sulla disinformazione digitale: le democrazie temono che la disinformazione russa possa trovare nell’AI nuovi strumenti. A livello nazionale, l’Italia ha recentemente approvato un disegno di legge sull’AI, che si basa su tre principi fondamentali: la difesa del diritto d’autore, l’identificazione dei contenuti generati dall’AI e l’inasprimento delle sanzioni per chi produce deepfake.

La discussione sull’AI

Il Papa ha chiesto che l’AI sia collegata a una dimensione etica: “Il vigoroso avanzamento tecnologico rende l’intelligenza artificiale uno strumento affascinante e tremendo al tempo stesso ed impone una riflessione all’altezza della situazione“, ha esordito. “Parlare di tecnologia è parlare di cosa significhi essere umani e quindi di quella nostra unica condizione tra libertà e responsabilità, cioè vuol dire parlare di etica”.

Non possiamo nascondere il rischio concreto, poiché insito nel suo meccanismo fondamentale, che l’intelligenza artificiale limiti la visione del mondo a realtà esprimibili in numeri e racchiuse in categorie preconfezionate, estromettendo l’apporto di altre forme di verità e imponendo modelli antropologici, socio-economici e culturali uniformi”, ha avvertito. “Il paradigma tecnologico incarnato dall’intelligenza artificiale rischia allora di fare spazio a un paradigma ben più pericoloso”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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