Nella galassia di società del mondo Amazon, un’azienda in particolare sembra andare incontro ai gusti degli italiani. Stiamo parlando di Ring, che da quando ha presentato Intercom (consente di rispondere al citofono da remoto tramite smartphone) lo scorso anno, nel nostro paese ha fatto segnare un +155% di dispositivi venduti.
Al momento la gamma Ring comprende 50 prodotti in sei diverse categorie. L’azienda acquisita da Amazon quasi sei anni fa ora propone videocitofoni (che si distinguono grazie alla rilevazione del movimento in 3D e alla vista dall’alto), videocamere (sette linee di prodotto per tutte le tipologie d’utilizzo dal controllo degli animali alla sicurezza), allarmi (a installazione semplificata) e accessori. Il concetto chiave è consentire una connessione tra l’utente e quanto di caro ha lasciato a casa, siano questo rappresentato da oggetti preziosi, animali domestici o la stessa abitazione.
Di questa liaison tra gli italiani e Ring è la stessa azienda che ha provato a cercare le motivazioni con una ricerca che trova la risposta più probabile nella fiducia e convenienza che è riconosciuta al brand, a nostro parere anche grazie al precedente rapporto degli italiani con Amazon.
Intercom, che gli utenti utilizzano per sbloccare la porta di casa in media 2,5 volte al giorno, spopola perché il 44,5% degli italiani (dati AstraRicerche) spera che non arrivi una consegna del corriere proprio quando non è in casa. Secondo quanto emerso, il 94% dei residenti invece ha il più classico dei dubbi ansiosi: avrò chiuso la porta di casa? Sono circa il 60% quelli che invece si chiedono se hanno spento il gas o se i ladri riusciranno comunque ad entrare.
Ormai sdoganato invece il concetto di casa smart, il 94% degli italiani lo conoscono ed è visto anche come un fattore di maggiore sicurezza (43% degli intervistati) e come un risparmio di tempo per quanto riguarda il controllo di porte o finestre (32%). L’interesse maggiore è per gli apparecchi che consentono di controllare visivamente la casa (74%), ma non vengono disdegnati nemmeno quelli in grado di controllare suoni, rumori e voci (63%).



