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Chip quantistici, qual รจ la differenza tra quelli di Google, Amazon e Microsoft?

di webmaster | Mar 9, 2025 | Tecnologia


Chip quantistici, le big si fanno la guerra a colpi di qubit. In piena corsa al computer quantistico, Google ha presentato a dicembre scorso Willow, un nuovo processore che (dicono dallโ€™azienda) consentirร  di ridurre lโ€™annoso problema della tolleranza agli errori (vedi sotto). Tempo poche settimane ed รจ arrivata la risposta di Microsoft, che con il suo Majorana 1 ha annunciato di aver realizzato il primo dispositivo basato su qubit topologici; infine รจ stato il turno di Amazon, che ha svelato Ocelot, un chip quantistico basato sui cosiddetti cat qubit che, guarda un poโ€™, รจ stato presentato come il dispositivo in grado di spianare al strada a computer quantistici a prova di errore. Insomma, una competizione serratissima. โ€œI computer quantistici potrebbero risolvere problemi che per i computer attuali sono irrisolvibili โ€“ ci ha spiegato Paolo De Natale, direttore dellโ€™Istituto nazionale di ottica al Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr) e coordinatore del progetto I-Phoqs, un network di infrastrutture di ricerca finanziato dal Pnrr e che mette in connessione strutture di eccellenza nei settori della fotonica, delle nanotecnologie e delle tecnologie quantistiche โ€“ e per questo recentemente la corsa alla tecnologia รจ entrata nel vivo. Si tratta di un settore diventato estremamente importante e strategico: se fino a qualche anno fa la ricerca nel campo era solo di base, oggi รจ diventata molto piรน ampia e coinvolge non solo le piรน grandi aziende tecnologiche del mondo, ma anche molte realtร  piรน piccole, sia pubbliche che private. Per lโ€™Unione europea si tratta di un progetto flagship, cioรจ della massima importanza โ€“ basti pensare che gli unici altri progetti flagship comunitari sono stati quelli relativi al cervello umano e allo sviluppo del grafeneโ€.

Chip quantistici a prova di errori

Ma torniamo ai chip quantistici. Il terreno di gioco della competizione, come accennavamo, riguarda il tema degli errori, che รจ centrale e ineludibile nello sviluppo di un processore quantistico realmente funzionante e soprattutto utile. โ€œLโ€™informazione quantistica โ€“ spiega ancora De Natale โ€“ รจ per sua natura estremamente fragile, perchรฉ qualsiasi interferenza o rumore esterno la distrugge irreversibilmente. Per questo un computer quantistico deve essere il piรน possibile schermato dal mondo esterno e a prova di errore, ossia dotato di una certa tolleranza allโ€™errore e di un meccanismo di correzione degli errori stessi. La sfida scientifica e tecnologica, estremamente complessa, รจ proprio quella di costruire un chip il piรน possibile immune agli errori: Google, Microsoft e Amazon (ma non solo) hanno tentato approcci diversi per farlo. Tutti i chip quantistici appena presentati si basano sulla tecnologia dei superconduttori: naturalmente, trattandosi di un settore di ricerca in cui la competizione รจ cosรฌ serrata e gli investimenti (e le aspettative) sono cosรฌ ingenti, le aziende non hanno rilasciato tutti i dettagli dei loro dispositivi. Possiamo commentare solo quello che sappiamoโ€.

Willow, il chip di casa Google

Cominciamo da Willow, lโ€™ultimo nato in casa Google. Lโ€™approccio di big G, ci spiega De Natale, รจ quello di cercare di ridurre esponenzialmente gli errori aumentando il numero di qubit utilizzati, un approccio suffragato dai risultati di un esperimento condotto in precedenza dagli stessi ricercatori, in cui un processore con 49 qubit era riuscito a ridurre gli errori in modo piรน efficiente rispetto a qualsiasi tentativo precedente. Willow utilizza 105 qubit superconduttori, ed รจ stato messo alla prova su un problema matematico (il campionamento di circuiti casuali, un test standard per la verifica delle prestazioni di un processore) che ha risolto in meno di 5 minuti, a fronte dei 10 settilioni di anni, un tempo maggiore dellโ€™etร  dellโ€™Universo โ€“ che sarebbero richiesti a un supercomputer classico.

Microsoft e il suo Majorana 1

Veniamo a Majorana 1, il chip quantistico di Microsoft intitolato al fisico italiano Ettore Majorana. โ€œQuesto dispositivo โ€“ ci dice lโ€™esperto – si basa su unโ€™architettura completamente diversa rispetto agli altri, quella dei cosiddetti qubit topologici. Sostanzialmente, gli elettroni vengono โ€˜protettiโ€™ con le cosiddette quasi-particelle di Majorana [donde il nome del chip, ndr], unโ€™entitร  teorizzata da Majorana negli anni trenta e osservata sperimentalmente solo di recenteโ€. Majorana 1, in particolare, utilizza un โ€œtopoconduttoreโ€ โ€“ o almeno questo รจ quello che dicono i suoi creatori โ€“ che permette di creare e controllare stati quantistici piรน stabili, riducendo la sensibilitร  agli errori. Lโ€™idea alla base di questa tecnologia รจ che i qubit topologici siano intrinsecamente piรน robusti, perchรฉ le informazioni quantistiche sono distribuite lungo il materiale e meno soggette a disturbi locali.

Ocelot, il gattone di Amazon

รˆ il turno di Ocelot, il primo chip quantistico sviluppato da Amazon Web Services: si tratta di un dispositivo basato sui cosiddetti cat qubit, o qubit di Schrรถdinger, che sfruttano il fenomeno della sovrapposizione quantistica โ€“ quello per lโ€™appunto alla base del famoso paradosso di Schrรถdinger, in cui un gatto รจ โ€œvivoโ€ e โ€œmortoโ€ allo stesso tempo (il nome Ocelot, ocelotto, รจ dโ€™altronde un chiaro riferimento al felino) โ€“ per stabilizzare lโ€™informazione e ridurre la correzione degli errori. Stando a quanto dichiara Amazon, lโ€™uso dei cat qubit consentirebbe di ridurre il numero di qubit necessari per la correzione, aumentando lโ€™efficienza complessiva del sistema.

Il problema della scalabilitร 

Oltre al problema della correzione degli errori, comunque, De Natale sottolinea che queste aziende (e non solo) dovranno misurarsi anche con la complessa questione della scalabilitร  dei dispositivi, cioรจ di come assicurarne il funzionamento aumentando il numero dei qubit per il calcolo. Cโ€™รจ inoltre da considerare il fatto che, oltre ai superconduttori, ci sono anche altri approcci promettenti: โ€œIn Europa in molti stanno lavorando a una tecnologia basata sugli ioni โ€“ conclude lo scienziato โ€“ e a unโ€™altra basata su atomi neutri di itterio, entrambe con potenzialitร  promettenti. รˆ un momento, insomma, di grande fermento. Si sta costruendo unโ€™intera filiera che avrร  ricadute importanti dal punto di vista manifatturiero, economico e socialeโ€.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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