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Chip del supercalcolo, cโ€™รจ un progetto per crearli made in Europe

di webmaster | Mar 17, 2025 | Tecnologia


Un investimento di 240 milioni e un progetto che coinvolge 38 partner europei, tra cui aziende, organizzazioni e universitร , per creare i chip del supercalcolo made in Europe. Il progetto Dare, avviato in questi giorni, rappresenta uno dei piรน ambiziosi tentativi di imprimere un cambio di passo nello sviluppo tecnologico del Vecchio continente.

Lโ€™obiettivo รจ quello di progettare (e realizzare) una serie di chip ad alte prestazioni che permettano di dare nuova linfa allo sviluppo tecnologico, con un occhio di riguardo allโ€™AI. Una sfida che si inserisce nel programma dellโ€™iniziativa EuroHPC Joint Undertaking, che mira alla creazione di un ecosistema di supercomputer a livello continentale.

Un settore in cui lโ€™Europa รจ indietro

Se si guarda la classifica dei 500 supercomputer piรน potenti al mondo, lโ€™Europa non sembra cavarsela male. Nella lista relativa al settore Hpc (high performance computing), tra i primi 30 supercomputer ne compaiono ben 10 realizzati in paesi europei. Lโ€™Italia, in questa classifica, รจ addirittura tra le migliori. Se si guarda alla dotazione hardware, perรฒ, si scopre rapidamente che utilizzano tutti tecnologie statunitensi.

Insomma: si puรฒ anche dire che i paesi europei siano attivi nel settore, ma il loro ruolo รจ quello di semplici โ€œassemblatoriโ€. Le tecnologie alla base dei supercomputer di nuova generazione arrivano dallโ€™altra parte dellโ€™Atlantico.

โ€œNel settore dello sviluppo di applicazioni e nellโ€™utilizzo dei supercomputer lโ€™Europa รจ piuttosto competitivaโ€ spiega a Wired Marco Aldinucci, docente dell’Universitร  di Torino e principal investigator di Dare. โ€œNella produzione di processori ad alte prestazioni, perรฒ, ha perso molto terreno. Il progetto Dare punta a recuperare proprio nel settore della progettazione dei chip per il supercalcolo”.

Una strategia โ€œapertaโ€ per la sovranitร  tecnologica

Lโ€™acronimo del progetto Dare, per esteso, รจ Digital Autonomy with RISC-V in Europe. Al centro del progetto, infatti, cโ€™รจ proprio quello standard Risc-V che da quasi 15 anni suscita grandi aspettative grazie alla licenza open source a cui รจ collegato.

โ€œNelle strategie dellโ€™Unione Europea si รจ scelto di promuovere lโ€™open source per favorire modelli di sviluppo tecnologici aperti, collaborativi e indipendentiโ€ sottolinea Alessia D’Orazio, research manager della fondazione Icsc. Oltre che una scelta ideologica, perรฒ, la scelta dellโ€™open source offre anche dei vantaggi a livello pratico ed economico.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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