Avete presente quel canto gorgheggiato tipico di alcune zone delle Alpi? A quanto pare le scimmie battono di gran lunga gli esseri umani in questo tipo di āperformanceā. Ć quanto emerge da uno studio pubblicato su Philosophical Transactions of the Royal Society B Biological Sciences: a differenza degli umani, infatti, la maggior parte dei primati presenta allāinterno del proprio organo vocale delle strutture chiamate membrane vocali. E sarebbero proprio queste a favorire i repentini salti di tono che caratterizzano lo jodel.
Lāorgano vocale delle scimmie
Le membrane vocali, si legge nella pubblicazione, sono delle sottili estensioni verso lāalto delle corde (o pliche) vocali. Mentre le seconde sono quelle che ci permettono di parlare e in generale di emettere suoni, le membrane vocali sono assenti negli esseri umani. Lāipotesi ĆØ che la nostra specie abbia perso questo tipo di struttura nel corso dellāevoluzione in favore di una maggiore stabilitĆ del tono e del timbro della voce. La maggior parte delle scimmie, invece, presenta sia le corde che le membrane vocali.
Lo studio
Ma qual è esattamente il ruolo delle membrane vocali nei primati? Per saperne di più, gli autori e le autrici della ricerca hanno registrato sul campo e analizzato nel dettaglio i richiami emessi da 12 esemplari appartenenti a sei specie di scimmie del nuovo mondo che vivono presso La Senda Verde, un santuario della vita selvatica situato in Bolivia.
Le scimmie del nuovo mondo sono un parvordine dei primati e abitano lāampia area compresa fra Messico e Argentina. Le loro membrane vocali sono particolarmente sviluppate, fatto che suggerisce un ruolo importante per queste strutture.
Il gruppo di ricerca ha anche esaminato da vicino la laringe di due esemplari morti appartenenti alla specie Sapajus apella.
āUltra-jodelā
Dalle analisi ĆØ emerso che tre delle sei specie di scimmie prese in considerazione possono usare due modalitĆ distinte per emettere i suoni: la prima prevede la vibrazione delle sole corde vocali e produce suoni con frequenze basse; la seconda coinvolge invece anche le membrane vocali e porta alla produzione di suoni più acuti. Il passaggio da una modalitĆ allāaltra provocherebbe le brusche interruzioni che caratterizzano i richiami di questi animali, facendoli assomigliare in qualche modo allo jodel. Le vocalizzazioni delle scimmie, però, coprono una gamma di frequenze molto più ampia: i loro āultra-jodelā possono comportare salti di frequenza fino a cinque volte più grandi rispetto a quelli possibili con la voce umana.
āQuesto potrebbe essere particolarmente importante nei primati, che hanno una vita sociale complessa e devono comunicare in molti modi diversiā, commenta Jacob Dunn, docente di biologia evolutiva presso la Anglia Ruskin University di Cambridge (Inghilterra) e co-autore del lavoro. āĆ molto probabile che questa [abilitĆ , nda] si sia evoluta per arricchire il repertorio di richiami degli animali e che sia potenzialmente utilizzata per attirare lāattenzione, per diversificare i richiami o per identificarsiā.


