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India e Pakistan, chi cโ€™รจ dietro la produzione di droni da combattimento impiegati nel conflitto

di webmaster | Mag 9, 2025 | Tecnologia


Continuano gli scontri lungo la Linea di controllo, il confine de facto che divide i territori contesi del Kashmir tra India e Pakistan, in unโ€™escalation che vede un ricorso sempre piรน massiccio a droni da combattimento. Lโ€™8 maggio 2025 lโ€™India ha lanciato tra i 25 e i 29 droni dโ€™attacco Harop, di fabbricazione israeliana, contro obiettivi in diverse cittร  pakistane โ€” tra cui Lahore, Rawalpindi e Karachi โ€” con lโ€™intento di colpire radar e sistemi di difesa aerea. Secondo fonti pakistane, tutti i droni sono stati abbattuti, ma si registrano comunque vittime tra civili e militari. Lโ€™operazione รจ stata una rappresaglia a un tentativo pakistano, avvenuto la notte precedente, di colpire obiettivi militari indiani con droni e missili. Sebbene non sia la prima volta che Nuova Delhi e Islamabad impiegano velivoli senza pilota nei combattimenti, lโ€™ampiezza e la precisione di questi ultimi attacchi segnano un salto di qualitร  nellโ€™uso capillare di sistemi autonomi in uno scenario di confronto diretto. Unโ€™evoluzione resa possibile da una rete articolata di fornitori internazionali e programmi nazionali di sviluppo, che alimentano una crescente corsa agli armamenti tecnologici tra due potenze nucleari.

India e Pakistan, la corsa agli armamenti aerei senza pilota

La transizione verso lโ€™impiego di velivoli senza pilota da parte dellโ€™India รจ avvenuta gradualmente negli ultimi anni, ma ha subito unโ€™accelerazione significativa nel 2023. Il paese ha infatti investito massicciamente nello sviluppo di capacitร  autonome nel settore dei droni militari attraverso il programma โ€œMake in Indiaโ€, una delle iniziative principali del governo di Nadrendra Modi per promuovere la produzione locale e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Lanciato nel 2014, โ€œMake in Indiaโ€ mira a stimolare la crescita dellโ€™industria manifatturiera locale, con un focus particolare su settori ad alta tecnologia come quello della difesa, aerospaziale e delle telecomunicazioni. Nonostante questi sforzi, lโ€™esercito indiano continua a fare ampio ricorso a droni di fabbricazione israeliana. Secondo quanto riportato dall’Indian Times, l’esercito indiano ha dispiegato almeno dal 2021 lungo la Line di controllo un considerevole numero di droni Heron di fabbricazione israeliana, capaci di rimanere in volo per oltre 40 ore consecutive, e dotati di sofisticati sistemi di sorveglianza che consentono di monitorare le attivitร  pakistane oltre il confine con un livello di dettaglio senza precedenti.

Il Pakistan, dal canto suo, non รจ rimasto a guardare e ha risposto rafforzando le proprie capacitร  in questo ambito, tanto piรน che la sua dipendenza tecnologica dalla Cina ha facilitato l’acquisizione di sistemi avanzati a prezzi relativamente contenuti. In quello che si รจ rivelato un chiaro segnale della direzione intrapresa da Islamabad, le forze armate pakistane hanno integrato nel loro arsenale i droni di sorveglianza Wing Loong e CH-4, entrambi di produzione cinese, capaci di trasportare anche armamenti per missioni offensive. Fonti militari pakistane hanno confermato che questi sistemi sono stati dislocati nelle aree sensibili lungo il confine, in particolare nelle zone montagnose dove la sorveglianza tradizionale risulta piรน complessa e rischiosa per il personale militare.

I fornitori e le implicazioni geopolitiche

Negli ultimi anni, lโ€™India ha progressivamente diversificato le proprie fonti di approvvigionamento nel settore dei droni militari. Oltre a promuovere la produzione nazionale attraverso collaborazioni con aziende private come Adani Defence โ€” impegnata nella realizzazione di velivoli senza pilota in partnership con lโ€™israeliana Elbit Systems โ€” Nuova Delhi ha stretto accordi strategici con attori internazionali per accedere a tecnologie avanzate. Tra questi, lโ€™intesa con Israel Aerospace Industries per lโ€™acquisto di droni armati Heron TP rappresenta un investimento da circa 400 milioni di dollari e si inserisce in una piรน ampia cooperazione militare tra i due paesi, che include anche il trasferimento di tecnologia nellโ€™ambito dellโ€™iniziativa โ€œMake in Indiaโ€. Gli Stati Uniti restano lโ€™altro principale partner in questo settore: Washington ha recentemente approvato la vendita allโ€™India di 31 droni MQ-9B SeaGuardian, destinati a rafforzare le capacitร  di sorveglianza delle forze armate.

Il Pakistan, a differenza dellโ€™India, non ha lo stesso accesso alle tecnologie militari occidentali piรน avanzate. Questo รจ dovuto sia a motivi politici che di sicurezza. Islamabad, infatti, non fa parte di alcuni gruppi internazionali โ€” come il Regime di controllo della tecnologia dei missili (Mtcr) o il Gruppo dei fornitori nucleari (Nsg) โ€” che facilitano la cooperazione in campo militare. Inoltre, i rapporti tesi con Stati Uniti e Unione europea, legati anche ad accuse di legami con gruppi armati attivi in Afghanistan e Kashmir e a timori sulla gestione del suo arsenale nucleare, hanno reso difficile lโ€™acquisto di tecnologie da aziende occidentali. Per questo motivo, il Pakistan si รจ avvicinato sempre di piรน alla Cina, che oggi รจ il suo principale partner nel settore della difesa. Negli ultimi cinque anni Islamabad ha acquistato da Pechino quasi cinquanta droni, tra cui i modelli armati CH-4 e Wing Loong II. Questa collaborazione va oltre la semplice fornitura: il Pakistan, con il supporto tecnico cinese, ha avviato anche la produzione del drone Shahpar-2, una versione aggiornata di un modello nazionale che incorpora tecnologia cinese.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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