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Coscienza, cosโ€™รจ e come nasce? Le due teorie di punta delle neuroscienze alla prova

di webmaster | Mag 11, 2025 | Tecnologia


Cogito, ergo sum diceva Cartesio, identificando nellโ€™autocoscienza lโ€™unica veritร  indubitabile della nostra esperienza. Anche tra gli scienziati, oggi, in molti potrebbero dirsi dโ€™accordo. Cosa sia questa coscienza, perรฒ, รจ molto meno chiaro. Anzi, รจ un autentico campo di scontro tra i sostenitori di almeno due teorie principali: la teoria dellโ€™informazione integrata (Integrated Information Theory, o Iit) e la teoria dello spazio di lavoro globale (o Gnwt). Due modelli che tentano di spiegare, e prevedere, lโ€™emergere della coscienza e il funzionamento della nostra mente, a partire dallโ€™attivitร  del cervello. Con risultati molto diversi, e implicazioni tuttโ€™altro che teoriche: stabilire se un computer, un paziente in coma, o un feto di pochi giorni possono essere considerati coscienti avrebbe conseguenze bioetiche, legislative e sociali piuttosto ovvie, e di ampia portata.

Da anni, la discussione tra gli esperti non fa che riscaldarsi. Ed entrambi gli schieramenti continuano a produrre ricerche a sostegno dellโ€™una, o dellโ€™altra teoria. In cerca di un poโ€™ di imparzialitร  scientifica, un gruppo di neuroscienziati riuniti nel โ€œCogitate Consortiumโ€ hanno deciso di testare le tue teorie una contro lโ€™altra, in un testa a testa pensato per testarne le previsioni. I risultati (giร  presentati nel 2023, non senza sollevare un ginepraio di polemiche) sono appena stati pubblicati su Nature, e puntano ad un sostanziale pareggio: alla prova sul campo entrambi i modelli hanno raccolto qualche successo e diversi fallimenti, a dimostrare che probabilmente siamo ancora piuttosto lontani da un vera e credibile teoria scientifica della coscienza, ma anche che la ricerca nel campo รจ piรน viva che mai.

Una teoria cartesiana

La teoria dellโ€™informazione integrata รจ un modello proposto nel 2004 dal neuroscienziato italiano (da anni allโ€™universitร  del Wisconsin) Giulio Tononi, e descrive la coscienza come una proprietร  intrinseca di un sistema che elabora informazioni integrandole in maniera unitaria (in unโ€™esperienza, quindi, che รจ piรน complessa della somma delle sue parti). Nel cervello avviene tra gruppi di neuroni che si influenzano reciprocamente e integrano le informazioni da loro elaborate: il gruppo in cui il livello di integrazione (un parametro definito โ€œPhiโ€ in questo modello) รจ massimo corrisponde al correlato neurale della coscienza.

La teoria nasce da unโ€™operazione di retro engineering, partendo cioรจ da unโ€™analisi di cosa la coscienza รจ, e andando poi a vedere quali caratteristiche deve avere un sistema fisico per realizzarla. Qualcuno ha definito questo approccio cartesiano, perchรฉ come Cartesio, anche i propositori dellโ€™Iit ritengono che la coscienza sia un fenomeno autoevidente, le cui caratteristiche vengono postulate sulla base dellโ€™esperienza che ne facciamo. La teoria identifica cinque assiomi che dettagliano le caratteristiche della coscienza, e quindi cinque postulati che descrivono le proprietร  che deve avere un sostrato fisico per generarle. Qualunque sistema con queste proprietร  (cervello biologico o digitale, non importa), a detta dei suoi sostenitori, ha necessariamente una qualche forma di coscienza. E maggiore รจ lโ€™integrazione delle informazioni in questo sistema (la loro interdipendenza), maggiore sarร  il suo livello di coscienza.

Un teatro mentale

Lโ€™altro contendente di punta per la spiegazione scientifica della coscienza รจ, lo dicevamo, la teoria dello spazio di lavoro globale, proposta dallo psicologo cognitivo olandese Bernard Baars nel 1988, e da allora adottata e arricchita da un folto gruppo di neuroscienziati di tutto il mondo. Alla sua base cโ€™รจ lโ€™idea che il cervello possieda contemporaneamente moltissimi moduli mentali capaci di elaborare in modo inconscio le informazioni che arrivano dallโ€™ambiente e da altre aree del cervello, e al contempo, una sorta di palcoscenico, o spazio di lavoro globale, in cui questi processi competono per diffondere i propri messaggi a tutti gli altri processi, e arrivare in questo modo alla coscienza.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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