Il tribunale monocratico di Roma ha condannato in primo grado Adriano Panzironi a 2 anni e 8 mesi di reclusione per esercizio abusivo della professione medica. La sentenza, pronunciata martedì 13 maggio 2025, ha colpito anche il fratello Roberto, condannato a 1 anno e 4 mesi per concorso nel reato. Al centro della vicenda giudiziaria c’è la dieta Life 120, un regime alimentare che i Panzironi promuovevano da anni attribuendogli proprietà terapeutiche e capacità di allungare la vita fino a 120 anni. Questa attività, secondo i giudici, avrebbe configurato una vera e propria prescrizione medica da parte di persone prive delle necessarie qualifiche. Il processo, iniziato nel 2020 su impulso dell’Ordine dei medici di Roma, ha visto la partecipazione di numerose parti civili che comprendeva gli Ordini dei medici di Milano, Venezia e Napoli, e perfino l’associazione dei panificatori Assipan (danneggiata dalle raccomandazioni dei due presunti “guru” contro il consumo di pane), oltre a diverse altre categorie professionali.
La lunga strada dei guai giudiziari
La recente sentenza rappresenta solo l’ultimo capitolo di una saga legale iniziata diversi anni fa. Già nel 2019, infatti, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) aveva puntato i riflettori sulle attività televisive dei Panzironi, infliggendo una multa di 264mila euro alla loro società per i contenuti trasmessi. Sanzione che è rimasta valida anche dopo il tentativo di ricorso: nel giugno 2022, infatti, il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha respinto l’impugnazione presentata dall’imprenditore, confermando definitivamente la multa.
Parallelamente all’azione dell’Agcom, anche l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato era intervenuta nel 2019 con un provvedimento particolarmente severo. L’Antitrust aveva infatti comminato una doppia sanzione per complessivi 290mila euro, suddivisa in due diverse contestazioni: 250mila euro per l’attribuzione di proprietà terapeutiche non dimostrate ai prodotti commercializzati e ulteriori 40mila euro per pubblicità occulta nei programmi televisivi. In quella circostanza, le autorità avevano sottolineato come aggravante la reiterazione delle pratiche commerciali scorrette, evidenziando un comportamento persistente nonostante i precedenti richiami.
Con l’arrivo della pandemia da Covid-19, il caso Panzironi ha assunto dimensioni ancora più problematiche. In quel contesto di particolare vulnerabilità collettiva, l’Agcom è intervenuta nuovamente con decisione, disponendo la sospensione per sei mesi delle trasmissioni televisive a seguito di dichiarazioni sul coronavirus considerate potenzialmente dannose per la salute pubblica. Tale provvedimento, tuttavia, non ha fermato completamente le attività promozionali dei fratelli Panzironi, che hanno rapidamente adattato la loro strategia spostando la comunicazione verso canali alternativi, inclusi messaggi sms per pubblicizzare integratori vitaminici presentati come utili contro il virus.
Chi sono i Panzironi e perché il loro metodo è stato contestato
Privi di una formazione medica o nutrizionale riconosciuta, Adriano e Roberto Panzironi hanno costruito nel tempo un sistema commerciale integrato e fortemente strutturato. Al centro del loro modello c’è la dieta Life 120, un marchio che sintetizza la promessa principale della loro proposta: vivere fino a 120 anni e ottenere benefici rilevanti contro numerose patologie, dal diabete ai tumori, seguendo uno specifico regime alimentare e assumendo particolari integratori. La dieta proposta dai Panzironi si basa su un netto aumento del consumo di proteine animali e grassi, accompagnato dall’assunzione quotidiana di integratori prodotti e commercializzati dalla loro stessa azienda.
Per promuovere il metodo e vendere i prodotti associati, i fratelli hanno messo a punto una strategia di comunicazione multicanale estremamente articolata. Attraverso trasmissioni televisive sulle emittenti da loro gestite pubblicizzavano la dieta e i relativi integratori; tramite un call center dedicato e una presenza costante sui social, fornivano consulenze e piani alimentari personalizzati; infine, grazie a un sistema di e-commerce e, dal 2020, all’apertura di punti vendita fisici, distribuivano direttamente i loro prodotti. Il metodo Life 120 è stato oggetto di numerose critiche, in particolare da parte della comunità scientifica. Diversi studi hanno analizzato il libro di Adriano Panzironi, Vivere 120 anni – Le ricerche, evidenziando un impiego scorretto e selettivo delle fonti scientifiche utilizzate.



