Dna รจ la sigla che circola in queste ora nei palazzi europei. E sta per Digital networks act, la riforma europea del settore delle telecomunicazioni. E cosa prevede? Dimezzare gli oneri a carico delle societร di telecomunicazioni attraverso una profonda semplificazione normativa che consenta da un lato di abbattere gli obblighi e dallโaltro di armonizzare regole e autorizzazioni a livello europeo. Creare un level playing field, ossia reali condizioni di paritร fra operatori di telecomunicazioni e over the top (le big tech americane) attraverso accordi o collaborazioni fra le parti per โequiparareโ il peso degli investimenti nelle reti a banda ultralarga (si torna allโipotesi fair share).
Deregolamentare le condizioni di accesso alle reti in fibra per spingere le nuove infrastrutturazioni. Stabilire una data per lo switch off del rame. Rivedere le politiche sullo spettro radio per una gestione piรน efficace che superi i confini nazionali e velocizzi anche lโassegnazione delle frequenze e non escluda lโallungamento delle licenze giร esistenti. Queste le principali azioni a cui lavora la Commissione europea nellโambito della messa a punto del Digital Networks Act, ossia della strategia continentale volta ad accelerare sugli obiettivi della Gigabit society, e a dare vita allโagognato mercato unico delle telecomunicazioni attraverso il rafforzamento e la centralizzazione della governance europea per superare le frammentazioni.
Via alla consultazione, contributi entro lโ11 luglio
Nei giorni scorsi รจ stata pubblicata la cosiddetta Call for evidence e i soggetti interessati avranno tempo fino allโ11 luglio per sottoporre le proprie osservazioni attraverso lโinvio di contributi che saranno valutati per la messa a punto del documento finale โ la Ue intende arrivare al testo definitivo entro il 2025. Di fatto si tratta del primo contributo concreto verso una proposta legislativa a oltre un anno dalla pubblicazione, a febbraio 2024, del Libro bianco: โCome gestire le esigenze infrastrutturali digitali dellโEuropaโ. โร un punto di partenza solido e ambizioso, che finalmente affronta in modo sistemico molte delle sfide che il settore vive da anniโ, evidenzia Connect Europe, lโassociazione che rappresenta le principali compagnie di telecomunicazioni europee. โVediamo in questo processo unโopportunitร reale per costruire un mercato unico delle telecomunicazioni piรน semplice, moderno e competitivoโ.
Allargare lโorizzonte alle reti sottomarine e satellitari
Ma bisognerร andare oltre le reti terrestri: il futuro dellโEuropa passa anche e soprattutto dalle reti sottomarine e quelle satellitari e i colli di bottiglia sono parecchi. โI cavi sottomarini continuano a subire lunghi ritardi nelle autorizzazioni per le riparazioni, rappresentando un rischio reale per la stabilitร della rete. Sollecitiamo la creazione di un sistema di autorizzazioni piรน rapido e coordinato in tutta la Ue per consentire una risposta rapida alle interruzioniโ, evidenzia Connect Europe.
E sul fronte della connettivitร satellitare per lโassociazione รจ fondamentale โspingere la collaborazione tra fornitori di servizi satellitari, operatori di telefonia mobile e produttori di dispositiviโ, nel pieno rispetto perรฒ delle regole europee. E la partita dellโinnovazione deve riguardare anche e soprattutto le infrastrutture cloud โpromuovendo offerte alternativeโ, a quelle degli americani, per rafforzare la competitivitร come peraltro piรน volte ribadito dagli ex presidenti del Consiglio italiani, Mario Draghi ed Enrico Letta, nei due report strategici sul futuro dellโEuropa.
LโAiip sul piede di guerra: la strategia europea va fermata
Ma non tutti sono dโaccordo sulla linea tracciata dalla Commissione Ue, per ora in via preliminare. LโAiip, lโassociazione italiana che rappresenta gli internet provider, ha addirittura lanciato una campagna per fermare il piano: si chiama #StopDna (dove dna sta per Digital Networks Act) ed รจ stato persino creato un sito ad hoc in lingua inglese per fare proseliti in Europa.
Secondo lโassociazione la strategia cosรฌ come impostata rischia di sortire un effetto boomerangย e โsegnare la fine dellโecosistema delle comunicazioni aperte e concorrenzialiโ buttando allโaria 30 anni di innovazioni. Per Aiip il testo รจ un assist alle grandi societร , ossia gli ex incumbent, a sfavore degli altri attori della filiera: โFacciamo un appello a tutte le imprese della filiera e ai cittadini europei a far sentire la propria voce e a difendere lโindipendenza di Internet. Facendo leva su concetti quali semplificazione, competitivitร , efficienza e razionalizzazione si spiana la strada al consolidamento, dando cosรฌ le telecomunicazioni in mano a tre/quattro grandi operatori. In altre parole un ritorno allโoligopolioโ. E cโรจ da scommettere che anche le big tech americane si muoveranno per opporsi a ipotesi di condivisione degli investimenti nelle reti, come peraltro giร ampiamente fatto ai tempi della proposta sul fair share avanzata nel 2023 dallโex commissario al mercato Interno, Thierry Breton.


