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Secondo Karen Hao, โ€œlโ€™industria dellโ€™AI รจ un impero colonialistaโ€

di webmaster | Giu 19, 2025 | Tecnologia


Karen Hao รจ una delle giornaliste piรน attente alle dinamiche di potere insite nel settore dellโ€™AI e al suo impatto sulla societร . Attualmente a The Atlantic, ha lavorato in precedenza per il Wall Street Journal, la MIT Technology Review e il Pulitzer Center. Hao รจ stata una delle prime giornaliste a interessarsi a OpenAI, e ad averci accesso, quando quest’ultima era ancora era unโ€™azienda molto chiacchierata ma poco nota, quando ChatGPT e l’AI generativa nel complesso erano ancora solo unโ€™idea e non ancora a disposizione del pubblico. Empire of AI: Dreams and Nightmares in Sam Altmanโ€™s OpenAI รจ il suo primo libro e racconta la genesi e le ambizioni di OpenAI e del suo cofondatore Sam Altman con lโ€™obiettivo di far luce su come si sta costruendo lโ€™AI oggi e a partire da quali presupposti culturali e politici. E, soprattutto, chi ne sta pagando il prezzo piรน caro in termini di impatto sociale.

Basato su 300 interviste e anni di reporting, il libro di Hao รจ basato sulle testimonianze di oltre 150 executive di OpenAI presenti e passati, dipendenti di Microsoft, Anthropic, Meta, Google DeepMind e altri maggiori attori del settore al fine di capire come unโ€™idea scientifica com quella dellโ€™intelligenza artificiale sia progressivamente diventata quasi una religione, spinta sulla base di argomentazioni che si reggono su rischi esistenziali, visioni estatiche e paure apocalittiche e miliardi di investimenti. In questa ottica,ย  il libro racconta certamente come OpenAI sia arrivata alla testa della corsa di questo settore e molti dei suoi retroscena, a cominciare dal drama dellโ€™estromissione di Sam Altman e il suo ritorno โ€“ messiatico โ€“ dopo quattro giorni, ma allo stesso tempo esce dai confini dellโ€™azienda di San Francisco. Nel farlo, Empire of AI inquadra il settore dellโ€™AI nel complesso, illuminandone i tratti piรน controversi e di sfruttamento parlando, non a caso, di impero e colonialismo in un momento in cui il settore si muove in direzioni sempre piรน ampie e sempre piรน a braccetto con la politica, specialmente a Washington. Abbiamo raggiunto Karen Hao durante il tour di presentazione del suo libro nel Regno Unito.

La nozione di โ€œimperoโ€ che applichi a OpenAI e all’intelligenza artificiale in generale sin dal titolo del tuo libro sta diventando una chiave di lettura centrale della critica all’AI e alla sua economia politica. Perchรฉ le nozioni di di impero e di colonialismo si applicano cosรฌ bene a come l’AI viene sviluppata oggi?
โ€œPer me, รจ avvenuto grazie alle interviste con le comunitร  maggiormente influenzate dalla catena di approvvigionamento dell’AI. Sono state queste persone a sottolineare come queste dinamiche siano, di fatto, un’estensione della loro storia. Quando ho intervistato i lavoratori del Kenya, per esempio, loro hanno parlato espressamente di una nuova forma di schiavitรน. Quando ho parlato con gli attivisti cileni, hanno detto che era una nuova modalitร  di โ€˜estrattivismoโ€™, qualcosa con cui l’America Latina ha avuto a che fare per secoli. รˆ, insomma, una prospettiva molto chiara da parte delle persone sul campo che sono state giร  toccate dagli imperi precedenti. Semplicemente, per loro questa รจ una nuova forma di impero”.

“La ragione per cui uso il termine โ€˜imperoโ€™ รจ legata al fatto che ci sono quattro parallelismi chiave tra gli imperi dell’AI di oggi e gli imperi storici. Il primo รจ che gli imperi rivendicano risorse che non sono le proprie, ma interpretano le regole in modo da giustificare queste rivendicazioni. Per esempio, quando i dati vengono estratti da internet, le aziende dicono che sono di dominio pubblico. Quando consumano proprietร  intellettuale, la chiamano โ€˜fair useโ€™, anche se le persone i cui dati vengono presi sono fortemente in disaccordo. Gli imperi sfruttano anche il lavoro. Nel contesto dell’IA, questo si riferisce a come l’industria si affida al lavoro del Sud globale e a quello delle comunitร  vulnerabili, come avviene in Kenya, per produrre la tecnologia. Ma si riferisce anche al fatto che la tecnologia stessa รจ intrinsecamente automatizzante per il lavoro. La definizione di artificial general intelligence (AGI) di OpenAI, per esempio, รจ โ€˜sistemi altamente autonomi che superano gli esseri umani nella maggior parte dei lavori economicamente preziosiโ€™, il che significa che stanno cercando di automatizzare compiti che normalmente le persone vengono pagate per fare. Questo, a sua volta, sopprime il mercato del lavoro e mina i diritti dei lavoratoriโ€.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia piรน di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia puรฒ migliorare la nostra vita quotidiana.

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