“È un abbraccio” dice Andrea Romiti descrivendo la folla che riempie il corridoio a “U” attorno alla nuova camera bianca di Apr, l’azienda di Pinerolo, provincia di Torino, di cui è fondatore e amministratore delegato.
“Un abbraccio al cambiamento” aggiunge riferendosi sia alle persone che lo circondano – buona parte del gotha dello spazio italiano, delle istituzioni locali e gli oltre 80 impiegati (22% donne) -, sia alla struttura che sta inaugurando: il nuovo Centro per l’integrazione e il testing dei prodotti dedicati all’aviazione e allo spazio, un’infrastruttura dove “integrare, comprovare e trasformare in realtà le innovazioni che tracciano il futuro del volo e dell’esplorazione extraterrestre”.
In concreto è un investimento da quasi 2 milioni di euro, sostenuto per intero dall’azienda e forte di una camera pulita di classe Iso 7 già operativa, pronta a costituire un fattore abilitante per l’accesso a contratti avanzati e per rafforzare il ruolo di fornitori specializzati.
Che già oggi vede Apr disegnare, produrre e testare pompe e valvole per sistemi di controllo termico e propulsione di veicoli spaziali come il cargo Cygnus – che rifornisce la Stazione spaziale internazionale – il lander europeo Argonaut, i moduli del futuro Gateway lunare e della stazione Orbital Reef, così come i lanciatori di Avio e di ArianeGroup, di cui a Pinerolo vengono costruite le turbopompe dei motori Vinci e Vulcain 2.1. “Nessuno produce oggetti come la nostra valvola latch per la propulsione elettrica – si lascia sfuggire con una punta di orgoglio Alberto Massa, responsabile vendite di Apr, mentre elenca a Wired i prodotti della casa – e poi c’è lo Smart Quick Disconnect, un connettore rapido che sviluppiamo con Thales Alenia Space: lo si pensi come un connettore per un rubinetto, solo capace di trattare fluidi critici diversi e sulla Luna, dove sarà un unicum”.
Sono risultati capaci di spiegare la nuova struttura come la sede di un “cambiamento”, in particolare se si consideri che, nello spazio, l’azienda lavora solo dal 2020.




