Dopo il Gdpr, il regolamento generale per la privacy che nel 2018 ha imposto al mondo la tutela dei dati personali, lโEuropa lancia la seconda grande rivoluzione del diritto digitale: la trasparenza delle decisioni algoritmiche.
Le recenti indagini contro Meta e TikTok per violazione del Digital Services Act (Dsa) non sono soltanto un atto amministrativo: sono lโinizio di una nuova stagione della sovranitร tecnologica.
Meta, infatti, รจ accusata di avere reso difficoltosa la segnalazione di contenuti illegali e i ricorsi contro le decisioni di moderazione, oltre a non avere garantito un accesso adeguato ai dati per la ricerca. TikTok, invece, avrebbe violato gli obblighi legati alla protezione dei minori, alla pubblicitร trasparente e al controllo degli effetti di dipendenza generati dai propri algoritmi.
La Commissione non si limita a contestare un illecito. Vuole riscrivere il modo in cui le piattaforme si rapportano al potere pubblico: non piรน come soggetti privati che operano in uno spazio libero da regole, ma come infrastrutture di interesse collettivo.
Dal Gdpr al Dsa: una nuova grammatica del digitale
Se il Gdpr ha insegnato alle imprese a proteggere i dati, il Dsa le costringe a rendere visibili i meccanismi che li trasformano in decisioni. ร il passaggio dal diritto dei dati al diritto degli algoritmi.
Il cuore della norma รจ la spiegabilitร : capire perchรฉ un contenuto viene mostrato, un profilo sospeso, unโinformazione promossa o rimossa. Lโaccesso dei ricercatori ai dati delle piattaforme, uno degli aspetti contestati a Meta e TikTok, rappresenta una garanzia democratica. Permette di monitorare gli effetti degli algoritmi sulla salute mentale, sullโopinione pubblica, sulla disinformazione. In altre parole, restituisce al sapere scientifico un potere di controllo che per anni รจ rimasto chiuso dentro i server delle piattaforme.
Il Dsa chiede loro di documentare i processi di moderazione, di creare canali di ricorso accessibili, di motivare ogni scelta algoritmica rilevante. E a partire da ottobre 2025, grazie allโatto delegato, le autoritร potranno accedere a dataset anche non pubblici per verificare lโefficacia delle misure di mitigazione dei rischi.
Lโintelligenza artificiale entra in scena
Lโaltro fronte aperto riguarda lโintelligenza artificiale. Meta investe su Llama, TikTok su modelli di raccomandazione sempre piรน sofisticati, X su Grok. Lโintreccio tra social media e AI รจ ormai totale: ciรฒ che vediamo, leggiamo e crediamo รจ sempre piรน mediato da sistemi generativi o predittivi. In questo scenario, il Dsa e lโAI Act diventano due facce della stessa medaglia. Il primo chiede trasparenza sulle decisioni algoritmiche, il secondo impone tracciabilitร , testing e supervisione umana per i sistemi ad alto rischio. Insieme delineano un diritto della tecnica che mira a controllare non solo i dati, ma il modo in cui vengono usati per costruire la realtร digitale.
Appare, dunque, molto chiaro che il Dsa e lโAI Act segnano lโavvio di una nuova era della regolazione: quella della fiducia verificabile. Non รจ piรน sufficiente essere innovativi; occorre essere trasparenti. LโEuropa scommette su un modello di governance che fa della legalitร un vantaggio competitivo. Chi saprร rendere comprensibili i propri algoritmi e aprire i propri processi al controllo pubblico non sarร penalizzato, ma premiato. La lezione che arriva da Bruxelles รจ semplice: la trasparenza non รจ il contrario del potere. ร il suo fondamento. E in un mondo in cui gli algoritmi decidono sempre di piรน, saperli spiegare รจ la prima forma di libertร .


