La velocità di tracciamento è stata aumentata fino a 12 m/s (circa 43 km/h), in modo da poter seguire un ciclista o un corridore a un buon ritmo. Le modalità di tracking specifiche per ciclismo e sci dimostrano che Dji ha studiato bene i suoi utenti. Durante le prove, il drone è riuscito a mantenere il soggetto, aggirando automaticamente ostacoli e rami, anche se i movimenti non sono sempre fluidi e armoniosi.
Il sistema anticollisione funziona meglio frontalmente che lateralmente o posteriormente, quindi le manovre laterali rapide richiedono comunque cautela. L’autonomia? Dji dichiara 19 minuti, ma è una cifra teorica. Nei test reali, con vento e tracking attivo, aspettatevi 12-15 minuti al massimo.
Photo by Mark Perna
Conclusioni
Il DJI Neo 2 rappresenta un’evoluzione convincente del concetto di drone personale, che risolve i principali limiti della prima generazione senza snaturare la filosofia di prodotto. È un dispositivo democratico, nel senso migliore del termine: abbassa la barriera d’ingresso al mondo dei droni senza sacrificare la qualità o la sicurezza.
A 239 euro per la versione base (o 579 euro per il bundle completo con goggles e motion controller), il Neo 2 offre un rapporto qualità-prezzo difficile da battere. Non è un drone per professionisti, e non vuole esserlo. Ma per sportivi, viaggiatori, creator e famiglie che vogliono catturare momenti dall’alto senza complicazioni, è probabilmente la scelta migliore sul mercato.
È bene ricordare però che come tutti i droni, anche quelli in categoria C0 come questo, è obbligatoria l’assicurazione, il QR Code di riconoscimento e il rispetto delle zone di volo indicate dalle mappe ufficiali di D-Flight. Si può pilotare senza patentino (attestato A1-A3), meglio però avere le competenze di base che questa certificazione offre.


