Mai come in questa stagione la neve è al centro della scena, a due mesi dall’inizio dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. A spingere il settore è l’evoluzione tecnologica distribuita tra le due leve che delineano i confini dello sci alpino, lo sport invernale più popolare e praticato al mondo. Da una parte c’è la sicurezza degli impianti e dell’attrezzatura, dall’altra la ricerca della prestazione estrema, insita per chi scia contro il tempo.
Gli incidenti mortali che hanno coinvolto Matilde Lorenzi, promessa 19enne dello sci azzurro deceduta il 28 ottobre 2024 in Val Senales dopo una caduta in allenamento, e Matteo Franzoso, scomparso a 25 anni dopo un grave trauma cranico generato da una caduta a La Parva, in Cile, mentre si stava allenando con i compagni di nazionale, hanno riacceso le polemiche sulla necessità di salvaguardare l’incolumità degli sciatori.
In quest’ottica, guardando alle dinamiche che coinvolgono gli amatori in pista, l’Italia è il primo paese europeo a rendere il casco obbligatorio per tutti. Finora circoscritta ai minorenni, la norma introdotta con un emendamento al decreto legge Sport (DL 96/2025) prevede che dallo scorso primo novembre sciatori, snowboarder, scialpinisti e anche chi utilizza lo slittino debba indossare un casco protettivo omologato. Per i trasgressori sono previste multe da 50 a 150 euro, mentre in caso di recidiva può scattare il ritiro dello skipass.
Le tecnologie per la sicurezza sulla neve: AI
L’alleato migliore per la sicurezza in alta quota sono le nuove tecnologie, con intelligenza artificiale e droni che iniziano ad essere utilizzati su ampia scala per rimediare ai limiti di tecniche superate dal tempo. Dalla sorveglianza delle stazioni sciistiche alla manutenzione predittiva, fino alla gestione dei flussi e dei consumi, l’AI sta gradualmente cambiando l’approccio degli operatori, rafforzando il livello di sicurezza del territorio. Tanto che diversi addetti ai lavori hanno battezzato questa come l’era delle funivie intelligenti. Un esempio concreto arriva dalla principale società svizzera di impianti di risalita, Zermatt Bergbahnen AG, che tramite telecamere e algoritmi di visione computerizzata monitora il comportamento degli sciatori in tempo reale nell’area di sbarco delle seggiovie. Se riscontra un’anomalia, il sistema può rallentare o bloccare l’impianto, evitando potenziali incidenti.
In un ecosistema che vive di equilibri delicati, pianificare la gestione dei consumi garantisce un vantaggio rilevante per la salvaguardia dell’ambiente. Con l’AI che segna la differenza, velocizzando il processo. La conferma arriva dall’esperimento di Sisag AG, azienda elvetica specializzata in automazione e soluzioni IoT, che ha sviluppato un software per prevedere i flussi turistici su piste e impianti. Un sistema che funziona bene perché considera anche variabili come il meteo, al fine di indicare una stima precisa del fabbisogno necessario per ottimizzare il consumo di energia. Così da assicurare la quantità che occorre e ridurre gli sprechi.
Le tecnologie per la sicurezza sulla neve: droni
L’intreccio più stretto con l’AI per il monitoraggio delle piste riguarda i droni, i dispositivi più efficaci per sorvegliare pendii e zone impervie difficilmente raggiungibili dall’uomo. Se da noi saranno utilizzati insieme a cani robot per controllare l’autostrada A35 Brebemi in vista delle Olimpiadi, il comprensorio sciistico giapponese di Nozawa Onsen si è popolato di droni DJI ad alte prestazioni per agevolare l’operato del personale. Il modello più imponente è Dock 3, in grado di adattarsi a diversi ambienti (da -30°C a 50°C) e operativo in qualsiasi momento per perlustrare le aree remote. Pesante 55 kg e con dimensioni a dock aperto di 1760 x 745 x 485 mm, viaggia alla velocità di 12 m/s, a un’altitudine massima di 4500 metri. Numeri che lo rendono pressoché inattaccabile durante i voli mirati a generare mappature 3D in alta risoluzione, utili per identificare crepe e altre irregolarità sui percorsi, oltre che per verificare la stabilità delle funi di sicurezza dopo ogni nevicata.
Usato in simbiosi con la piattaforma cloud DJI FlightHub 2, Dock 3 è in grado di scovare pure singoli alberi danneggiati, così da informare in maniera tempestiva sui potenziali pericoli chi si avventura in quei territori. Con evidenti progressi per la sicurezza degli sciatori e degli stessi operatori della stazione sciistica. “Bisogna essere sempre prudenti nell’inviare gli addetti su piste chiuse per la minaccia di valanghe. Con l’ausilio dei droni possiamo valutare la situazione in tempo reale con maggiore tranquillità e prendere decisioni migliori”, è il messaggio che arriva dai nipponici.


