Un portavoce del New York Times ha dichiarato a Wired che Brooks “partecipa regolarmente a eventi per parlare con noti e importanti leader del mondo degli affari per i suoi articoli”, sottolineando che l’editorialista non ha avuto contatti con Epstein prima o dopo la cena del 2011. Un rappresentante della Fondazione Gates non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento, così come i rappresentanti di Google, Allen, Chomsky e del podcast di Bannon, War Room.
La pubblicazione include anche diversi primi piani di parti del corpo di donne, su cui sono scritte citazioni tratte da Lolita, il celebre romanzo di Vladimir Nabokov. Ma appaiono anche un flacone di pillole che a giudicare dall’etichetta sembra essere un farmaco usato per alleviare i sintomi delle infezioni del tratto urinario e documenti di viaggio di diversi paesi, tra cui Ucraina e Lituania (con diverse informazioni oscurate).
L’indagine della commissione d’inchiesta della Camera su Epstein è in corso da diversi mesi, ma è slegata dai documenti che il dipartimento di Giustizia americano dovrebbe diffondere questa settimana, dopo che una legge firmata il mese scorso ha imposto all’ente di divulgare “tutte le registrazioni, i documenti, le comunicazioni e i materiali investigativi non secretati” in suo possesso entro il 19 dicembre.
A che punto siamo con gli Epstein files
Nell’ambito della sua indagine, la commissione della Camera ha ordinato agli eredi di fornire due serie di documenti – una per i Democratici della commissione, l’altra per i Repubblicani —, che sono stati poi resi pubblici. Il materiale ha sollevato nuovi interrogativi sui rapporti tra Epstein e Trump. In diversi messaggi ottenuti dalla commissione, per esempio, il finanziere sosteneva di conoscere intimamente le opinioni del presidente statunitense.
I cosiddetti Epstein files si sono rilevati una spina nel fianco della seconda amministrazione Trump in questo suo primo anno. Durante la campagna elettorale per le presidenziali del 2024, vari membri del governo avevano fatto della pubblicazione dei documenti un punto centrale, promettendo che sarebbero divenuti di pubblico dominio a stretto giro in caso di vittoria. Una posizione che però è progressivamente cambiata negli ultimi dodici mesi, una volta diventato chiaro che Trump, un tempo amico di Epstein, compare ripetutamente negli atti dell’inchiesta.
“Queste nuove immagini sollevano ulteriori domande su cosa esattamente il dipartimento di Giustizia abbia in suo possesso“, ha dichiarato in un comunicato stampa il deputato Robert Garcia, il membro democratico più importante della commissione. “Dobbiamo porre fine all’insabbiamento della Casa Bianca: il dipartimento di Giustizia deve rendere pubblici gli Epstein files immediatamente“.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.


