Le notizie circolavano da quasi un anno, ma ora è ufficiale: Kathleen Kennedy lascia Lucasfilm, e quindi importanti franchise come Star Wars, dopo oltre dieci anni di tenace supervisione della società. Mentre lei tornerà alla sua vecchia passione, quella della produzione, lascia le redini a quelli che per anni sono stati i suoi più fidati collaboratori: a diventare co-presidenti saranno infatti Dave Filoni, già Chief Content Officer e fautore soprattutto dell’espansione seriale della saga, che si occuperà della parte più creativa, e Lywen Brennan, già vicepresidente esecutiva e general manager di Lucasfilm dopo 16 anni in Industrial Light & Magic (la società di effetti speciali fondata sempre da George Lucas), la quale avrà in carico la parte più organizzativa e finanziaria.
“Due anni fa sono andata da Bob e Alan (Iger e Bergman, rispettivamente ceo Disney e co-amministratore delegato di Disney Entertainment, ndr) per capire come gestire il piano di transizione e ho indicato Dave Filoni e Lynwen Brennan”, ha dichiarato Kennedy in un’intervista pubblicata ora dal magazine americano Deadline, ma realizzato già lo scorso dicembre, dopo la conclusione delle riprese di Star Wars: Starfighter. Kennedy definisce Brennan come “la mia partner finanziaria chiave, la socia in affari con cui ho gestito la società” e Filoni come una “enciclopedia ambulante” sul mondo di Star Wars. Alla domanda su un suo possibile ritorno in futuro, come del resto successo a Bob Iger (che aveva lasciato la casa di Topolino nel 2020 ed era stato richiamato d’urgenza nel 2022), esclude ogni ipotesi: “Ho detto a tutti che sarei rimasta un po’ più a lungo di quanto intendevo, ma ora sono pronta a tornare ai miei amati film” (lei che nella sua carriera pre-Disney aveva prodotto cult come E.T., Schindler’s List, Indiana Jones, Ritorno al futuro, Jurassic Park, Il sesto senso e così via).
Star Wars: Starfighter sarà dunque l’ultimo grande progetto che Kathleen Kennedy ha supervisionato all’interno del franchise, ma sicuramente nel suo futuro ci saranno in una ritrovata veste di produttrice altre pellicole di Guerre stellari. Per ora Starfighter le sta dando soddisfazione, oltre che ulteriori impegni in post-produzione: “È stato concepito come un film singolo. [Il regista] Shawn Levy ha creato un’esperienza così piacevole per tutti”, ha detto sempre a Deadline: “E abbiamo trovato questo quattordicenne irlandese [Flynn Gray] non nessuna esperienza… ma che si è rivelato un ragazzo stupendo”. Kennedy ricorda come Levy fosse “volato a Londra 10 anni fa a sue spese per dirmi quanto Star Wars significasse per lui” per poi essere richiamato – dopo anche gli impegni di lui in Stranger Things – solo nel 2022. Lo stesso è capitato con Rian Johnson, regista de Gli ultimi Jedi, che stava lavorando a una nuova trilogia che pare ora un po’ accantonata: ma Kennedy assicura che è solo per via degli impegni di lui con Netflix e Knives Out, e forse per qualche timore dei fan troppo critici, ma per il resto la sua stima è massima.
Un percorso accidentato
Del resto non è stato facile in questi anni far fronte alle critiche spesso spietate dei fan più puristi della galassia lontana, lontana: “Sei consapevole che devi trovare nuovi personaggi ed espandere questo universo, pensando a chi è il nuovo pubblico. Questo è quello che abbiamo cercato di fare, ed è tra gli aspetti più positivi di ciò che ho fatto”, confida lei: “Tra i negativi è che hai una piccolissima percentuale di fanbase delle aspettative enormi ma che vuole che tutto rimanga com0è sempre stato”. Kennedy non si pente quasi di nessuna delle innovazioni introdotte durante la sua leadership (a parte Solo, perché aveva sottovalutato quanto Han Solo fosse impossibile da rimpiazzare) e inanella anche una serie di nomi eccellenti con cui a vario titolo ha parlato di possibili nuovi progetti di Star Wars: David Fincher, Vince Gilligan, Alex Garland, James Mangold e Beau Willimon, Simon Kimberg, Taika Waititi, Donald Glover, Steve Soderbergh e Adam Driver. Tra questi probabilmente ci sarà qualcuno nel futuro di Star Wars. O forse no.
Del resto, a parte i film che sceglierà di produrre, ormai questa non è più responsabilità di Kennedy. Neanche Indiana Jones – altra gemma della corona di Lucasfilm – sarà di sua competenza, anche se lascia la porta aperta (“Non penso che per Indy sarà mai finita, anche se non penso al momento ci sia qualcuno interessato“). Una passione di cui invece vorrebbe occuparsi in futuro è l’intelligenza artificiale, “nuovi strumenti da esplorare in maniera responsabile”. Con Kathleen Kennedy che lascia Lucasfilm e Star Wars si apre dunque una nuova fase, ma c’è chi pronto a scommettere che lei giocherà un ruolo cruciale ancora a lungo.


