Esplora il mondo della tecnologia e del lifestyle con Consigli Tech e Lifestyle di Flavio Perrone

Un nuovo studio spiega come la morte di un animale domestico può essere traumatica per noi quanto quella di un parente o amico

di webmaster | Gen 19, 2026 | Tecnologia


Che sia un cane o un gatto, la morte di un animale domestico è straziante. La sua perdita, infatti, può farci sentire un dolore molto intenso, forte a tal punto che potrebbe essere paragonabile alla sofferenza che proveremmo per il lutto di un familiare o un amico. A raccontarlo è stato uno studio pubblicato di recente su Plos One dai ricercatori della Maynooth University, in Irlanda, secondo cui appunto le persone che soffrono per la morte del loro animale possono manifestare gli stessi sintomi del disturbo da lutto persistente, suggerendo quindi che le linee guida per la diagnosi di questa condizione debbano essere estese anche a chi perde i propri animali.

La condizione

La morte di un caro rappresenta un’esperienza traumatica e l’elaborazione del lutto, con tutte le sue fasi, dalla negazione al ritorno graduale delle proprie abitudini e relazioni quotidiane, è un processo che varia considerevolmente da persona a persona. In particolare, per disturbo da lutto persistente si intende una condizione di salute mentale causata dalla perdita di un caro. La diagnosi, inoltre, può durare molti mesi, o addirittura anni, e spesso comporta un intenso dolore e disperazione, difficoltà a socializzare e a svolgere le attività quotidiane, e la sensazione che una parte di sé sia ​​morta. Attualmente, tuttavia, solo chi soffre per la perdita di una persona cara può ricevere una diagnosi per questa condizione.

La morte del proprio animale

La nuova ricerca si è basata su un sondaggio che ha coinvolto 975 persone adulte nel Regno Unito. Dalle risposte, i ricercatori hanno osservato che il 7,5% delle persone che avevano perso il proprio animale domestico soddisfaceva i criteri diagnostici per il disturbo da lutto persistente, una percentuale simile a quella delle persone che avevano perso un caro amico e leggermente inferiore a quella di coloro che avevano effettuato la diagnosi dopo la morte di un nonno (8,3%), di un fratello (8,9%) o persino del partner (9,1%). Solo coloro che avevano perso genitori o figli, si legge nello studio, presentavano il disturbo in percentuali significativamente più elevate, rispettivamente dell’11,2% e del 21,3%. Inoltre, dal sondaggio è emerso che circa un quinto delle persone che ha perso il proprio animale domestico riteneva che la sua morte era stata più dolorosa e angosciante rispetto al decesso di una persona.

Un dolore legittimo

Dai risultati, quindi, i ricercatori sono giunti alla conclusione che i sintomi della sofferenza per la morte di un animale domestico sono pressoché identici a quelli per la perdita essere umano e che non c’è alcuna differenza nel modo in cui le persone vivono queste perdite. Lo studio ha fornito “prove coerenti e convincenti che il dolore per un animale domestico non è meno legittimo, ha commentato al Guardian l’autore dello studio, Philip Hyland, suggerendo che le linee guida per la diagnosi del disturbo da lutto persistente dovrebbero essere ampliate anche agli animali domestici. “Le linee guida diagnostiche non consentono di diagnosticare questa condizione dopo la morte di un animale, ma i risultati dimostrano che le persone possono provare livelli di dolore clinicamente rilevanti dopo la morte di un animale domestico e a tassi paragonabili alle perdite umane che sono considerati fattori di rischio ‘legittimi’ per il disturbo da lutto persistente”.



Fonte

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

Related Posts

Impact-Site-Verification: c90fc852-aae7-4b2e-b737-f9de00223cb0