Può un paio di lampade a led compatte e portatili cambiare completamente l’ambiente in cui vivi usando solo la luce? È la promessa del wall washer Philips Hue della gamma Play: un sistema di illuminazione che incorpora tre led colorati per lampada e che occupa poco, fa tanta atmosfera ma non è esattamente abbordabile. Lo abbiamo provato nelle ultime settimane nella sua versione con due lampade in confezione: ecco come si è comportato.
Cosa sono
Tecnicamente un wall washer è una lampada pensata per essere puntata contro il muro, generalmente bianco. Il muro “si dipinge” della luce che gli viene proiettata addosso e riflettendola illumina parzialmente il resto della stanza, o se non altro le conferisce un accento cromatico ben definito. Questo del gruppo olandese insomma non è un prodotto per fare luce in casa: va posizionato su tavoli o mobili e serve piuttosto per dare atmosfera alle stanze o per funzionare in tandem con il resto dell’illuminazione casalinga, meglio se smart. Si controlla infatti con l’app per lo smartphone oppure con gli assistenti vocali di casa – a patto però di usare un hub Philips Bridge come tramite.
Lorenzo Longhitano
Come sono fatti
Le unità sono due cilindri troncati in alluminio da 15,7 x 9,1 centimetri, ciascuno dei quali ospita tre led indipendenti disposti in verticale dietro a un vetro smerigliato che serve a diffondere più uniformemente la luce contro il muro scelto per la proiezione. Pesano abbastanza, poco meno di un chilo ciascuno, ma occupano poco; ognuno ha bisogno della sua alimentazione, ma a patto di trovare una presa elettrica posizionata tatticamente e nascondere bene i cavi sono abbastanza eleganti da poter essere messi in qualunque angolo della casa. L’unico limite è doverli usare contro un muro bianco dalla superficie regolare, o la luce non si diffonderà nella stanza come dovrebbe.



