Un possibile vantaggio che i laboratori europei di AI hanno rispetto alle grandi aziende americane – attività improntate alla chiusura che condividono pochissimo sui dati di addestramento o sulla progettazione dei loro modelli – è rappresentato dalla volontà di puntare a un modello di sviluppo aperto. A livello teorico, lanciare modelli utilizzabili e modificabili da chiunque dovrebbe consentire di aumentare sensibilmente il ritmo delle innovazioni. “Si moltiplica la potenza di questi modelli“, sostiene Wolfgang Nejdl, professore di informatica alla Leibniz Universität di Hannover e direttore del Centro di ricerca L3S, che fa parte di un consorzio che sta sviluppando un grande modello linguistico per l’Europa.
In un contesto segnato dalla freddezza – o addirittura dall’aperta ostilità – del presidente Donald Trump e dei suoi alleati nei confronti della leadership europea, gli sforzi europei verso l’innovazione e l’autosufficienza hanno assunto una nuova urgenza.
“La situazione geopolitica ha cambiato il modo in cui dovremmo interpretare la sovranità […] Questa tecnologia è un’infrastruttura, e un’infrastruttura che non produciamo“, sostiene Taddeo. “Dobbiamo iniziare a muoverci in questa direzione. Non è più possibile ignorarla“.
I rapporti tesi tra USA e Europa
Da mesi i leader europei sono ai ferri corti con l’amministrazione Trump, per via di una serie di questioni che vanno dalla sovranità della Groenlandia ai dazi passando dall’immigrazione, una situazione che ha alimentato le speculazioni sulla possibile crisi della Nato. Le due parti si sono scontrate in particolare sull’approccio alla vigilanza delle imprese tecnologiche americane, in particolare X, il social network di Elon Musk.
Dopo che all’inizio di dicembre la Commissione europea ha inflitto una multa di 120 milioni di euro a X, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha condannato la decisione definendola “un attacco a tutte le piattaforme tecnologiche americane e al popolo americano da parte di governi stranieri“. E quando un’autorità di regolamentazione del Regno Unito ha aperto un’indagine sul social di Musk per l’ondata di immagini di donne spogliate dall’AI su X, che potrebbe portare a un divieto del servizio a livello nazionale, dal dipartimento di Stato sono arrivate minacce di ritorsioni.
Cercasi campione europeo dell’AI
In questo contesto, la subordinazione dell’Europa all’AI di produzione americana inizia a sembrare sempre più un problema. Per quanto gli esperti considerino l’eventualità remota, gli Stati Uniti potrebbero teoricamente decidere di negare l’accesso ai servizi di AI e alle infrastrutture digitali cruciali. E più plausibilmente, l’amministrazione Trump potrebbe usare la dipendenza dell’Europa come leva in una fase in cui le due parti continuano a lavorare su un accordo commerciale. “Questa dipendenza è un peso in qualsiasi negoziato. E noi negozieremo sempre di più con gli Stati Uniti“, osserva Taddeo. La Commissione europea, la Casa Bianca e il dipartimento britannico per la Scienza, l’innovazione e la tecnologia non hanno risposto alle richieste di commento di Wired.


