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Bending Spoons, cosa sappiamo sulla possibile quotazione a Wall Street

di webmaster | Gen 20, 2026 | Tecnologia


A far trapelare la notizia è stato il Corriere della Sera: la software house milanese Bending Spoons starebbe preparando il terreno per la quotazione a Wall Street. Nello specifico, avrebbe iniziato a comporre il consorzio di banche incaricate di seguire l’operazione, coinvolgendo per primi i colossi statunitensi JPMorgan Chase, Goldman Sachs e Morgan Stanley. È quanto riferisce un articolo di venerdì 16 gennaio, basandosi sulle testimonianze di alcune fonti. Per ora, Bending Spoons non conferma né smentisce: anche noi di Wired Italia abbiamo provato a contattare l’azienda e, mentre scriviamo, siamo in attesa di risposta.

Bending Spoons, come nasce un impero

Poco più di dieci anni fa, Bending Spoons poteva sembrare una startup come tante altre. Fondata nel 2013 a Copenaghen con un nome che è un omaggio al film Matrix, l’anno successivo è approdata in Italia, Paese d’origine di quattro dei suoi cinque fondatori. Ed è qui che ha preso il via una crescita che ha ben poco di usuale.

“Il nostro approccio è diverso da tutte le altre aziende tech, che puntano a costruire un prodotto nuovo”, ha spiegato a Wired Italia il co-fondatore e amministratore delegato Luca Ferrari. “Noi abbiamo costruito una piattaforma di tecnologia e competenze per identificare un prodotto che ha dimostrato di funzionare, ma nel quale vediamo del potenziale inespresso. A quel punto lo acquisiamo e lo re-immaginiamo”.

La galassia di acquisizioni di Bending Spoons

Tra i progetti “acquisiti e re-immaginati” ci sono Evernote, l’app per la gestione di appunti e scadenze con la testa di un elefante come logo; Meetup, la piattaforma social dove si incontravano i militanti del Movimento 5 Stelle ai suoi esordi; WeTransfer, il più celebre servizio per inviare file di grandi dimensioni; la piattaforma video Vimeo; Eventbrite, il sito che permette di iscriversi agli eventi dal vivo e gestire le prenotazioni. Bending Spoons ha messo sul piatto anche 1,4 miliardi di dollari per comprare Aol, un pezzo di storia del world wide web, da Yahoo. Questi sono solo alcuni nomi, ma l’elenco completo ne conta una cinquantina – e finora nessuna delle aziende acquisite è stata rivenduta.

“Re-immaginare” a volte significa anche tagliare i costi: lo sanno bene le centinaia e centinaia di persone che hanno perso il lavoro in seguito alle massicce ristrutturazioni operate dai nuovi proprietari (nel caso di WeTransfer, il 75% dei dipendenti). Oppure significa alzare i prezzi per gli utenti finali, come sottolinea un’inchiesta di Follow the Money. Decisioni a dir poco delicate sul fronte sociale che, in compenso, scatenano l’entusiasmo dei mercati.

I numeri della ex-startup italiana

Così è stato anche per Bending Spoons. La società italiana è reduce da un aumento di capitale da 710 milioni di dollari che ha fatto volare la sua valutazione a 11 miliardi di dollari (l’equivalente della capitalizzazione di mercato di Tim, per intenderci). In tutto, tra capitale di rischio e prestiti, la società ha raccolto finora quasi 5 miliardi di dollari. I fondamentali economici sembrano reggere ampiamente. Nel primo semestre del 2025 i ricavi sono raddoppiati a 524 milioni di euro, con un Ebitda adjusted (cioè la redditività “ripulita” dalle voci straordinarie) del 50,4% – di norma, già sopra il 20% viene considerato eccellente.

Cosa possiamo aspettarci dalla quotazione di Bending Spoons

Con numeri del genere, in tanti si chiedono quando arriverà il fatidico momento della quotazione in Borsa. Secondo le indiscrezioni che si rincorrono sulla stampa in questi giorni, ci siamo quasi. E le italiane Intesa Sanpaolo, Unicredit e Banco Bpm, che hanno già affiancato Bending Spoons per l’acquisizione di Aol, avrebbero tutta l’intenzione di unirsi alla cordata di banche coinvolte.



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Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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