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La carica dei 101 compie 65 anni, la storia del Classico che salvò la Disney regalandoci una villain magnetica e indimenticabile

di webmaster | Gen 25, 2026 | Tecnologia


La carica dei cento e uno compie 65 anni. A dispetto del tempo, rimane un Classico Disney tra i più influenti, popolari e importanti della storia, non solo dal punto di vista artistico o culturale, ma perché salvò, letteralmente, la Disney dal fallimento. Intere generazioni sono cresciute con Pongo, Peggy, i loro cuccioli e soprattutto con lei, Crudelia De Mon, una villain come poche nella storia.

Un Classico nato senza alcuna reale aspettativa

La carica dei cento e uno nacque in circostanze alquanto complicate, per non dire a dir poco uniche. Walt Disney era tra l’incudine e il martello in quegli anni, tra la necessità di consolidare il suo percorso produttivo di leader dell’animazione e le difficoltà che incontrava sul mercato. Erano criticità connesse ad un’evoluzione costante e ben poco prevedibile del pubblico, ma anche ad un’innovazione dell’animazione che, per quanto interessante e necessaria, aveva cominciato ad avere un impatto economico sempre più pesante. La carica dei cento e uno era stato un romanzo di grande successo di Dodie Smith nel 1956 e Walt Disney, col suo solito fiuto, comprese immediatamente le potenzialità dietro quella storia, che pareva fatta apposta per diventare uno dei suoi film. La finalizzazione dell’acquisto dei diritti comportò diverso tempo, ma quando finalmente andò in porto, nel 1957, Walt Disney si era concentrato su un altro, ben più ambizioso progetto: La bella addormentata nel bosco.

Quel film si rivelò di uno dei suoi progetti più più costosi e complicati, e benché nel corso del tempo destinato a diventare uno dei Classici Disney più amati, quando infine uscì, nel 1959, si rivelò un flop doloroso e soprattutto dall’impatto potenzialmente distruttivo per la Disney. A dirla tutta, le perdite furono tali che la Disney si trovò vicina a dover dire addio al mondo dell’animazione e diventare uno Studio come tutti gli altri. La carica dei cento e uno nacque quindi come potenzialmente l’ultimo Classico Disney. Walt non lo segui così assiduamente come aveva fatto in altre occasioni, ma si affidò quasi completamente a Bill Peet, che modificò la storia, i personaggi e l’iter in modo tale da accontentare un pubblico quanto più trasversale possibile. Ebbe però un budget ridotto in modo significativo rispetto ad altri progetti del passato. Ed è qui che il discorso si fa interessante, perché quella che sembrava essere una condanna al fallimento o comunque un elemento che potesse pregiudicare la caratura artistica, fu invece scongiurato dalla xerografia.

La xerografia era stata creata negli anni ‘50 per facilitare la riproduzione dei documenti, soprattutto documenti riservati, insomma era la nonna delle moderne stampanti. Ma l’animatore Ub Iwerks scoprì proprio nel 1959 che la si poteva utilizzare anche per trasferire i disegni del team d’animazione sulla celluloide. Così facendo, non c’era più la necessità di passare attraverso il costoso processo di inchiostrazione (fatto a mano all’epoca) e risparmiando quindi tempo e soldi. Fu la svolta assoluta, che Walt Disney abbracciò immediatamente, e salvò il progetto (anche se comportò il licenziamento di 300 animatori), che era sul punto di venire cancellato. I leggendari “Nine Old Men” della Disney si misero a lavoro sotto la guida di Ken Anderson e il risultato finale fu uno stile modernista, realistico, lontano dalla freddezza e classicità dei precedenti, ma in parte ancora legato all’estetica della Hollywood delle rom-com del dopoguerra. Un mix affascinante, anche perché connesso a scelte cromatiche molto nette, basate sulla contrapposizione costante tra caldo e freddo, luce ed oscurità.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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