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Nana bianca, abbiamo immortalato il momento in cui esplode rivelando il vero volto delle novae

di webmaster | Gen 26, 2026 | Tecnologia


La nova in Ercole V1674 Herculis riprese 22 giorni  e 32 giorni  dopo lesplosione

La nova in Ercole V1674 Herculis riprese 2,2 giorni (a sinistra) e 3,2 giorni (al centro) dopo l’esplosione

L’immagine di V1674, che risale ad appena 2-3 giorni dalla sua scoperta, mostra un’esplosione tutt’altro che simmetrica. Ci sono due flussi distinti di materiali espulsi – uno diretto a nord-est e l’altro a sud-ovest – e una struttura ellittica allungata disposta quasi perpendicolarmente ai getti. Per i ricercatori si tratta di una prova diretta del fatto che l’esplosione della nana bianca ha coinvolto più espulsioni di materiale che hanno interagito tra loro.

Le osservazioni spettroscopiche hanno anche rilevato velocità diverse nella serie Balmer degli atomi di idrogeno. Mentre la linea di assorbimento prima del picco era di circa 3.800 km/s, la componente apparsa successivamente ha raggiunto circa 5.500 km/s.

La tempistica è significativa. Il nuovo flusso è comparso nell’immagine in concomitanza con il rilevamento di raggi gamma ad alta energia da parte del telescopio spaziale Fermi della Nasa. La collisione tra getti che viaggiavano a velocità diverse ha generato una potente onda d’urto, responsabile dell’emissione dei raggi gamma.

Ma i dati relativi a V1405 sono stati ancora più sorprendenti. Nelle prime due osservazioni in prossimità del picco, attorno a una sorgente centrale luminosa le tracce di materiale espulso erano pochissime. La regione centrale aveva un diametro di circa 0,99 milliarcosecondi, che convertito in distanza corrisponde a un raggio di circa 0,85 au (unità astronomica, la distanza tra la Terra e il Sole)

Se fosse stato espulso all’inizio del processo, lo strato esterno avrebbe dovuto espandersi per 53 giorni avrebbe avuto un raggio tra 23 e 46 au. Questa enorme discrepanza indica invece che la maggior parte dello strato esterno non era stato completamente espulso, nemmeno dopo oltre 50 giorni. In altre parole, si ritiene che lo strato esterno di V1405 fosse ancora nell’involucro comune che avvolgeva l’intero sistema binario fino al picco di luce visibile.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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