- accelerare l’implementazione di fotovoltaico e eolico (onshore e soprattutto offshore flottante), sbloccando autorizzazioni e operando una pianificazione chiara;
- potenziare reti e accumulatori, da quelle di Terna alla diffusione di batterie e sistemi di accumulo;
- uscita graduale e pianificata dai combustibili fossili, gas incluso: stop a nuovi lock-in, cioè nuove centrali e infrastrutture fossili, e sostituzione progressiva delle fossili con le rinnovabili.
Come migliorare l’impatto urbanistico
Dalle ondate di calore agli eventi alluvionali, in questi ultimi anni gran parte delle città italiane è stata vittima di eventi atmosferici estremi dovuti al cambiamento climatico. La fonte principale di emissioni di CO2 nelle città è legata agli edifici, sia nella fase di riscaldamento che di raffrescamento degli interni. È quindi necessaria una ristrutturazione profonda del patrimonio edilizio, fatta di incentivi stabili (altrimenti i privati non investiranno) che pretendano standard più severi di prestazione energetica negli edifici urbani.
Nella stessa ottica, vanno sostituite le caldaie a gasolio con pompe di calore elettriche. E a livello pubblico è necessario incentivare soluzioni di raffrescamento passivo come ombreggiamento, ventilazione naturale, tetti e pavimentazioni “green”. Servirà anche diffondere le pratiche di urbanismo tattico che trasformano con piccoli investimenti porzioni di città come piazze e strade in ottica sostenibile, restituendo anche una fruibilità diffusa ai pedoni.
Per loro, che dovranno essere di nuovo protagonisti delle città italiane al posto dei veicoli, le grandi aree metropolitane devono muoversi verso la programmazione di città dei 15 minuti, ovvero spazi che supportano la mobilità dolce del cittadino disincentivando così l’uso dell’auto privata.
L’elettrificazione dei trasporti
Innanzitutto, a livello pubblico è necessario aumentare le colonnine di ricarica per agevolare la diffusione di veicoli elettrici. Il costo dei veicoli elettrici oggi non è più proibitivo, ma rimane il problema di dove ricaricarli se non si possiede uno spazio privato. Nella stessa logica, autobus e flotte pubbliche in ogni città vanno resi a zero emissioni: oltre al vantaggio ambientale, c’è un risparmio economico. Utile sarà aumentare le chance di shift modale nelle grandi città, quindi migliorare la qualità dei trasporti pubblici e potenziare le reti ciclabili. Infine, si può cominciare ad elettrificare le banchine nei porti così come pianificare l’uso di biocombustibili per gli aerei.
L’efficientamento delle aziende
Il costo energetico per le aziende italiane è ancora troppo alto, quasi ridicolo in un paese solare per definizione. Elettrificazione e idrogeno come vettore energetico sono le due grandi strade da percorrere sia a livello sistemico che aziendale. Bisogna poi incentivare pratiche di economia circolare nelle produzione, che partano dal design del prodotto e approdino a impianti di smaltimento avanzati. E vincolare le aziende ad audit energetici che ne incentivino l’avanzamento nelle prestazioni.


