ChatGpt e Grokipedia: una collaborazione criticata
È emerso che OpenAI, l’azienda dietro il noto chatbot ChatGpt, avrebbe permesso a quest’ultimo di attingere a informazioni da Grokipedia, un’enciclopedia online basata su Grok, il chatbot del social X di proprietà di Elon Musk. Questa scoperta solleva interrogativi sulla credibilità e l’attendibilità delle fonti utilizzate da ChatGpt.
L’indagine del Guardian
Un’indagine condotta dal Guardian ha rivelato che ChatGpt ha utilizzato Grokipedia come fonte per almeno nove risposte a domande relative al legame tra il governo iraniano e la società di telecomunicazioni Mtn-Irancell, nonché per informazioni su Richard Evans, uno storico britannico coinvolto in un processo per diffamazione contro il negazionista dell’Olocausto David Irving. Inoltre, il medesimo comportamento è stato riscontrato anche in Claude, il chatbot sviluppato da Anthropic.
Risposta di OpenAI
In risposta a queste scoperte, OpenAI ha affermato che il modello Gpt-5.2 cerca informazioni su “un’ampia gamma di fonti e punti di vista pubblicamente disponibili”, ma applica “filtri di sicurezza per ridurre il rischio di far emergere link associati a contenuti di severità critica”. Tuttavia, questa spiegazione non sembra del tutto rassicurante, considerata la natura problematica di Grokipedia.
Grokipedia: una concorrente di Wikipedia con critiche
Grokipedia, lanciata a ottobre dell’anno scorso da xAI, la stessa azienda che gestisce il social X, è stata oggetto di critiche significative. Ricercatori della Cornell University hanno riscontrato che, al momento della loro verifica, l’enciclopedia conteneva 42 citazioni dal sito web neonazista Stormfront e 12.522 citazioni da fonti ritenute di “bassa credibilità”. Queste critiche sollevano preoccupazioni sulla qualità e sull’attendibilità delle informazioni fornite da Grokipedia.
FP


