Volvo EX60 debutta all’Artipelag, l’oasi culturale immersa nei boschi a 30 km da Stoccolma, come il modello destinato a cambiare gli equilibri dell’elettrico. Sotto la carrozzeria da SUV di segmento D, lungo 4,80 metri, arriva un progetto che Volvo considera strategico: fino a 810 km di autonomia WLTP, ricarica ultrarapida a 800 Volt e un hardware completamente ripensato per alzare l’asticella dell’efficienza, della sicurezza e della vita a bordo.
Design esterno scandinavo, non muscolare
EX60 traduce il linguaggio Volvo nell’era delle piattaforme nate solo per l’elettrico. Frontale basso, cofano più piatto, tetto leggermente discendente verso il posteriore e fiancate molto pulite, con nervature che alleggeriscono il volume invece di gonfiarlo. Il lavoro sull’aerodinamica è evidente nel dato di resistenza: cx 0,26, valore notevole per un SUV familiare alto 1,64 metri.
La firma luminosa rimane inconfondibile, ma i gruppi ottici assumono un disegno ancora più tecnico, quasi “digitale”. Le proporzioni sono da elettrica pura: sbalzi corti, passo lungo (2,97 metri) e ruote grandi che riempiono bene i passaruota, senza effetto carro armato. Lo sguardo è quello di un oggetto che vuole passare inosservato finché non si guarda la scheda tecnica.
Accanto alla EX60 urbana debutta la EX60 Cross Country, pensata per chi vuole letteralmente spingersi oltre l’asfalto. La versione allroad alza l’assetto di 20 mm rispetto alla EX60 standard e, grazie alle sospensioni pneumatiche, può sollevarsi di altri 20 mm in off-road oppure abbassarsi in autostrada per ridurre consumi e migliorare la stabilità.



