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Alcuni scienziati spagnoli affermano di aver eliminato completamente il tumore al pancreas nei topi, ma serve cautela

di webmaster | Gen 31, 2026 | Tecnologia


È tra le neoplasie più aggressive, con i peggiori tassi di sopravvivenza. Si tratta del tumore al pancreas di cui solamente in Italia si stimano circa 14 mila nuove diagnosi ogni anno. Ma una nuova speranza nella lotta a questo tumore, che viene spesso individuato in stadio avanzato, è arrivata in questi giorni dai laboratori del Centro Nazionale Spagnolo per la Ricerca sul Cancro (Cnio), in cui i ricercatori hanno dimostrato come sia possibile eliminare il tumore al pancreas nei topi e prevenirne la recidiva utilizzando una terapia a tripla combinazione. Sebbene i risultati siano promettenti, precisiamo fin da subito, serve ancora molta cautela perché sono stati osservati per ora solo in modelli animali e servirà quindi ancora molto tempo per poter eventualmente arrivare agli studi clinici. “Questi risultati aprono la strada alla progettazione di terapie combinate che potrebbero migliorare la sopravvivenza, ha commentato gli autori, “anche se ciò non avverrà nel breve termine”. I risultati sono pubblicati sulla rivista Pnas.

La resistenza del tumore al pancreas

Solo qualche anno fa, esattamente nel 2021, sono stati approvati i primi farmaci a bersaglio molecolare nel tumore al pancreas. Questi, ricordiamo brevemente, sebbene siano in grado di bloccare l’azione del gene Kras, mutato nel 90% dei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico, il tipo di tumore al pancreas più comune, hanno tuttavia un’efficacia limitata, poiché nell’arco di pochi mesi le cellule tumorali diventano resistenti. “Sfortunatamente, gli inibitori di Kras hanno finora fornito benefici limitati a causa della rapida insorgenza di resistenza tumorale. Pertanto, il loro futuro richiederà lo sviluppo di terapie combinate non solo per aumentarne l’effetto antitumorale, ma anche per evitare la resistenza tumorale”, ha spiegato l’autore Mariano Barbacid in un comunicato dell’Istituto Imdea.

Terapia combinata

Per risolvere il problema, i ricercatori del nuovo studio hanno proposto una nuova strategia: bloccare l’azione dell’oncogene Kras colpendo non il Kras stesso, ma simultaneamente le sue vie di segnalazione a livello di 3 nodi indipendenti. Dalle loro sperimentazioni su modelli murini, infatti, gli scienziati hanno dimostrato che dopo aver eliminato geneticamente questi tre nodi indipendenti dalla via di segnalazione di Kras nei topi, i tumori sono scomparsi definitivamente, senza effetti collaterali significativi. Successivamente, il team ha convalidato questa strategia terapeutica utilizzando approcci farmacologici, combinando un inibitore di Kras disponibile per studi sperimentali, un farmaco approvato per alcuni adenocarcinomi polmonari e un degradatore proteico. “Il trattamento è stato applicato a tre modelli murini di adenocarcinoma duttale pancreatico e in tutti ha indotto una regressione robusta e duratura di questi tumori sperimentali senza causare tossicità significative”, hanno evidenziato gli autori.

Verso gli studi clinici: c’è ancora molta strada da fare

Sebbene questi risultati non siano mai stati ottenuti prima e rappresentino, quindi, una pietra miliare nella lotta contro il cancro, servirà ancora molta ricerca prima di riuscire a svolgere sperimentazioni cliniche con questa terapia. “Il percorso per ottimizzare la terapia a tripla combinazione qui descritta per l’uso in ambito clinico non sarà facile”, ha concluso Barbacid, aggiungendo fiducioso che “nonostante le attuali limitazioni, questi risultati potrebbero aprire la strada a nuove opzioni terapeutiche per migliorare l’esito clinico dei pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico in un futuro non troppo lontano”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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