La maretta che interessa i rapporti tra Unione Europea e Stati Uniti impatta anche sulle strategie delle aziende tecnologiche made in Usa. Come conseguenza delle crescenti tensioni che attraversano i rapporti tra il vecchio continente e Washington, le big tech si trovano in una posizione estremamente scomoda. La dipendenza tecnologica dagli Usa, infatti, è uno dei fattori che preoccupano di più i paesi europei, che negli ultimi mesi stanno seriamente considerando gli scenari che potrebbero configurarsi nel caso di un’eventuale escalation nei rapporti (già tesi) con l’amministrazione Trump.
Le aziende tecnologiche statunitensi non possono che adeguarsi al nuovo scenario, ma in una logica ispirata a una certa lungimiranza, adattano le loro strategie al nuovo scenario. È il caso di Ibm, che ha avviato un progetto che cerca di andare incontro alle preoccupazioni delle capitali europee. Si chiama Sovereign Core e rappresenta una soluzione che garantisce la massima autonomia anche nel caso di un ipotetico “divorzio” tra Ue e Stati Uniti.
Nelle mani dei fornitori di servizi
Nello scenario attuale, un’eventuale showdown tra Trump e l’Unione Europea avrebbe conseguenze devastanti per tutte le infrastrutture digitali in Europa. Colpa di una tendenza che, da almeno 15 anni, ha portato aziende, enti pubblici e qualsiasi tipo di organizzazione a rivolgersi alla logica “as a service”. Il concetto è semplice: piuttosto che costruire costosi data center e sviluppare soluzioni software proprietarie che richiedono cospicui investimenti, le aziende europee hanno scelto sistematicamente di rivolgersi a servizi erogati dalle big tech statunitensi.
I vantaggi comprendono maggiore flessibilità, costi inferiori e la possibilità di aggirare gli ostacoli legati alla fatica di gestire la manutenzione di software e hardware. Gli svantaggi sono riassumibile in una forma di dipendenza a cui oggi le imprese e gli enti pubblici europei guardano con una certa preoccupazione. Cosa potrebbe succedere nel caso in cui Washington obbligasse le aziende statunitensi a staccare la spina?
Un problema che assume ancora maggiore importanza nel momento in cui si parla di un settore come l’intelligenza artificiale, in cui la concorrenza a livello globale cresce ogni giorno e gli Stati Uniti possono vantare un vantaggio strategico che li pone in una situazione di vantaggio.
L’alternativa proposta da Ibm
Il Sovereign Core sviluppato da Ibm offre un’alternativa distaccandosi nettamente dalla logica illustrata in precedenza. “La soluzione sviluppata da Ibm si discosta nettamente dalla logica Software as a Service” spiega Marco Balzarotti, Senior Account Technical Leader di Ibm. “In pratica si tratta di un software nella sua più classica accezione, che ogni organizzazione può implementare come preferisce e gestire in completa autonomia. Già pronto per le applicazioni AI”.
Insomma: Sovereign Core è una soluzione agnostica che può essere installata su cloud privato, cloud pubblico o su un data center di proprietà. Le caratteristiche tecniche della piattaforma, in pratica, non vincolano in alcun modo ad avere rapporti con un produttore specifico.


