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TikTok, la nuova proprietà Usa censura i contenuti sgraditi al governo?

di webmaster | Feb 5, 2026 | Tecnologia


La seconda è una strategia più sottile, denominata shadow banning. Il contenuto non viene bloccato, ma viene penalizzato dall’algoritmo che ne gestisce la visualizzazione nella timeline degli altri utenti. In pratica, il post esiste ma non viene messo in evidenza come meriterebbe. Anche in questa ipotesi, però, non sarebbe completamente “invisibile”. Un qualsiasi utente che visita il profilo del creator lo troverebbe tra i contenuti pubblicati.

Quello a cui stiamo assistendo, invece, è un fenomeno che nella maggior parte dei casi rischia di passare inosservato. L’autore non riceve infatti alcuna notifica dal social network e, anche eseguendo un controllo sul suo profilo, vede che il suo contenuto risulta pubblicato. I follower, da parte loro, continuano ad avere tranquillamente accesso al profilo dei loro tiktoker preferiti. Insomma: tutto sembra normale e, se non capita qualche “incrocio” tra diverse piattaforme, nessuno può accorgersi della sparizione del video.

I diritti degli utenti negli Usa e in Europa

Le condizioni d’uso della versione statunitense del social network sono state modificate il giorno stesso in cui è avvenuto il cambio di proprietà. Non che questo abbia modificato di molto la situazione: a differenza di quanto avviene in Europa, nelle condizioni d’uso di TikTok non è mai stato previsto l’obbligo di informare gli utenti dei motivi legati alla rimozione di un contenuto.

Il capitolo dedicato all’argomento nella sua nuova versione per gli utenti Usa recita: “Potremmo rimuovere o limitare l’accesso a qualsiasi contenuto, inclusi i tuoi, pubblicato sia pubblicamente sia privatamente, per qualsiasi motivo, compreso se (a) viola i presenti Termini, le nostre Linee guida della community o altre condizioni o politicy, (b) potrebbe arrecare danno o violare i diritti dei nostri utenti, di TikTok USDS Joint Venture, delle nostre affiliate o di altri terzi, oppure (c) siamo tenuti a farlo per conformarci a un obbligo legale o a un ordine del tribunale, o ci è consentito farlo dalla legge”.

La versione per gli utenti italiani, oltre a restringere il campo delle motivazioni, prevede un paragrafo ulteriore, con un sistema di “dialogo” ben strutturato: “Se rimuoviamo o limitiamo l’accesso ai contenuti dell’utente, lo informeremo senza ritardi ingiustificati indicando i motivi della nostra decisione, a meno che non sia inopportuno per noi farlo (ad esempio, dobbiamo legalmente astenerci dal farlo). Se l’utente ritiene che abbiamo commesso un errore nel rimuovere o limitare l’accesso ai suoi contenuti, può fare ricorso attraverso la funzionalità fornita sulla Piattaforma. In tal caso, rivedremo la nostra decisione e decideremo nuovamente”.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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