Un nemico invisibile e insidioso ha colpito il Villaggio olimpico di Milano. Parliamo del norovirus, un patogeno estremamente infettivo che causa diarrea, vomito e sintomi gastrointestinali. Non si tratta fortunatamente di una malattia grave, ma i sintomi sono comunque abbastanza debilitanti da mettere fuori gioco per qualche giorno anche un atleta olimpionico. Al momento, il focolaio milanese è limitato alla squadra nazionale femminile di hockey finlandese, che ha dovuto rinviare la sfida con la selezione canadese, prevista per lo scorso 5 febbraio, a causa di 13 giocatrici contagiate dal virus. Per precauzione, le atlete e le compagne sono state isolate e gli ambienti da loro occupati disinfettati, ma l’attenzione rimane elevata per assicurarsi che il virus non riesca a diffondersi ulteriormente nel villaggio olimpico.
I norovirus
I norovirus, noti anche come virus di Norwalk (dalla cittadina dell’Ohio che fu al centro di un’epidemia nel 1968), sono stati scoperti nel 1972 e appartengono alla famiglia dei Caliciviridae, virus a singolo filamento di rna. Attualmente sono noti tre genogruppi di norovirus in grado di infettare l’essere umano, e rappresentano la causa più diffusa e comune di gastroenteriti acute di origine non batterica.
Date le loro dimensioni minuscole, fino a poco tempo fa si potevano identificare solamente con l’osservazione al microscopio elettronico o con la presenza di anticorpi nel sangue. Oggi sono invece disponibili test rapidi per la diagnosi che utilizzano marcatori molecolari per la ricerca del virus da campioni biologici. Sono altamente contagiosi e possono sopravvivere a una vasta gamma di temperature e condizioni ambientali, il che li rende particolarmente resistente e difficile da eliminare, soprattutto in ambienti ristretti e affollati come quelli che ospitano le delegazioni di atleti delle olimpiadi invernali di Milano-Cortina.
La trasmissione
Come spiega l’Istituto superiore di sanità, bastano appena 10 particelle virali per dare vita a un’infezione, ed è questa particolarità a rendere tanto contagiosi i norovirus. La trasmissione avviene direttamente da persona a persona, per via orofecale o via aerosol, tramite acqua o alimenti infetti, o per contatto con superfici contaminate. La trasmissione alimentare rimane la più comune, e può dipendere da una contaminazione alla fonte, con acque infette, o dalla manipolazione da parte di persone infette. Nel caso delle atlete finlandesi, le autorità sanitarie non hanno ancora appurato l’origine del focolaio, né se il contagio sia avvenuto nel Villaggio olimpico, o sia precedente.
I sintomi
Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore. Come dicevamo, i sintomi sono quelli comuni alle gastroenteriti, e cioè nausea, vomito, soprattutto nei bambini, diarrea acquosa, crampi addominali. In qualche caso si manifesta anche una leggera febbre. La malattia non ha solitamente conseguenze serie, e la maggior parte delle persone guarisce in 1-2 giorni senza complicazioni.
Normalmente, l’unica misura è quella di assumere molti liquidi per compensare la disidratazione conseguente a vomito e diarrea. In particolare, la disidratazione può rappresentare una complicazione più seria per i bambini, gli anziani e i soggetti fragili, e può quindi richiedere una certa attenzione medica. Non esistono terapie specifiche contro i norovirus, né un vaccino preventivo. I meccanismi di immunizzazione contro i norovirus sono poco conosciuti, e l’immunità dura solo alcuni mesi: per questo motivo, lo stesso individuo, quindi, può essere infettato dal virus più volte nel corso della vita.


