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Nelle acque al largo di Alessandria d’Egitto sono stati scoperti i resti del relitto di un’antica barca da festa dell’epoca romana

di webmaster | Feb 11, 2026 | Tecnologia


Sotto le acque del porto orientale di Alessandria d’Egitto abbiamo fatto una scoperta più unica che rara. I ricercatori dell’Istituto Europeo di Archeologia Subacquea (Ieasm), in collaborazione con il Ministero del turismo e delle antichità egiziano, hanno portato alla luce i resti di un relitto che in antichità veniva indicato con il nome di thalamegos, ossia di una sorta di yacht da diporto, o barca da festa, risalente al primo periodo romano.

Le analisi

I resti del relitto, come raccontano gli autori stessi in un articolo pubblicato su The Conversation, sono stati scoperti grazie a un nuovo rilevamento sonar ad alta risoluzione dei fondali marini. Ciò ha portato a enormi quantità di dati che sono stati poi inseriti in un algoritmo di apprendimento automatico addestrato a riconoscere firme specifiche dei relitti. Inizialmente, tuttavia, i ricercatori pensavano si trattasse di una nave mercantile lunga 30 metri. Ma le successive spedizioni hanno poi portato alla luce caratteristiche di un’imbarcazione diversa da quella che pensavano di aver trovato.

La barca da festa

I resti sorprendentemente ben conservati, infatti, corrispondono a un barca di 35 metri di lunghezza e circa 7 metri di larghezza. Il tipo di imbarcazione, come spiegano i ricercatori, era molto particolare: era stato progettato per ottenere la massima larghezza possibile per ospitare un padiglione centrale, utilizzato per feste e banchetti, mentre lo scafo era a fondo piatto con un estremità angolare a prua e una curva arrotondata a poppa. Inoltre, mancava dell’albero, suggerendo che fosse esclusivamente a remi. Si tratta, in sostanza, di un thalamegos, giganteschi palazzi galleggianti tra cui, ricordiamo, quello usato dalla regina Cleopatra per ospitare Giulio Cesare nel corso della sua visita in Egitto nel 47 a. C. Inoltre, sui resti dello scafo del relitto sono stati trovati alcune lettere in greco, databili alla prima metà del I secolo d.C. Un dato questo che rafforza l’ipotesi che la barca sia stata costruita ad Alessandria.

L’uso cerimoniale

Questo relitto potrebbe essere stato utilizzato lungo i canali, come descritto dal geografo e storico Strabone, che visitò Alessandria intorno al 29-25 a.C. “Ma poiché è stato trovato anche molto vicino ai nostri scavi sul tempio di Iside sull’isola di Antirodi, potrebbe essere affondato durante la sua catastrofica distruzione intorno al 50 d.C.”, ha spiegato il coordinatore delle ricerche Franck Goddio, ipotizzando che la barca potesse essere stata usata durante la cerimonia della navigatio iside, “quando una processione in onore di Iside incontrava un’imbarcazione lussuosa – il Navigium – che incarnava la barca di Iside, ha aggiunto l’esperto. Sebbene i dati siano ancora preliminari e siano previste già analisi più dettagliate post-scavo, la scoperta di questo relitto promette di offrirci una sorprendente finestra sul passato delle acque dell’antico Egitto romano.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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