Savannah Guthrie è una delle giornaliste più famose negli Stati Uniti: avvocata ed esperta di cronaca giudiziaria, è dal 2007 uno dei volti di punta di Nbc (uno dei tre canali principali della tv americana), prima come inviata nei processi di tutto il paese, poi dal 2008 al 2011 come corrispondente dalla Casa Bianca e infine dal 2012 come conduttrice di Today, il programma mattutino della stessa Nbc, che è anche uno degli approfondimenti più longevi e seguiti della nazione. Essendo la rete detentrice dei diritti di trasmissione delle Olimpiadi, nelle scorse settimane Guthrie si sarebbe dovuta recare in Italia per seguire i Giochi invernali di Milano Cortina 2026 ma, pochi giorni prima della partenza, la sua vita e quella dei suoi famigliari è stata travolta inesorabilmente.
La scomparsa e i sospetti
Il 1° febbraio, infatti, sua madre Nancy Guthrie, 84enne residente a Catalina Foothills, in Arizona, è stata dichiarata scomparsa. Secondo le ricostruzioni, nella sera del 31 gennaio aveva passato la cena a casa dell’altra sua figlia Annie ed era poi stata accompagnata a casa poco prima delle 22 dal genero, che ha dichiarato di averla osservata mentre entrava dal garage. Il giorno dopo, però, la donna non si è presentata a una funzione in chiesa a cui era attesa e da lì è scattata la preoccupazione: i famigliari, giunti alla sua abitazione, non l’hanno trovata e le autorità avvisate poco dopo hanno trovato in casa i suoi effetti personali, tra cui il telefono, e anche indizi di un possibile prelievo contro la sua volontà. L’app che monitorava il suo pacemaker risultava poi disconnessa. Alcune macchie di sangue ritrovare sulla scena sono state ricondotte al dna proprio di Nancy.
La donna è stata ben presto dichiarata ufficialmente scomparsa, con il dipartimento di polizia dello sceriffo di Pima County coadiuvato nelle indagini dall’FBI, dall’US Customs and Border Protection (la polizia di frontiera, in sostanza) e anche da squadre di ricerca volontarie. Dalla pubblicazione della notizia della scomparsa, a quanto pare diverse richieste di riscatto sono arrivate alle autorità e alla famiglia, alcune delle quali con richieste di somme in criptovalute; alcune di queste sono risultate false e alcuni individui indagati per aver disturbato le indagini. Il 10 febbraio, poi, l’FBI ha diffuso dei fermo immagine della doorbell camera, cioè della videocamera di sorveglianza che spesso si trova alle porte d’ingresso delle case americane, che mostrava un uomo mascherato e americano presentarsi nella notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio, poco prima delle 2.
Negli stessi giorni Savannah Guthrie ha lanciato diversi appelli sui suoi social: in due video pubblicati su Instagram il 4 e il 7 febbraio in cui, affiancato dalla sorella e dal fratello, faceva un accorato appello a chiunque avesse notizia di farsi avanti ma soprattutto si rivolgeva ai potenziali rapitori dichiarandosi aperti a “dialogare”. La famiglia richiedeva sicurezza che la madre fosse viva: “Vogliamo notizie da voi e siamo pronti ad ascoltarvi. Per favore contattateci”. Un sospetto preso in custodia il 10 febbraio, sempre riguardo al caso, è stato rilasciato il giorno dopo senza ulteriore conseguenza. Nel frattempo in tutta la nazione si sono diffusi appelli e messaggi di solidarietà e persino il presidente Donald Trump, il 4 febbraio, ha espresso preoccupazione per la scomparsa e offrendo ulteriori risorse federali per aiutare nelle ricerche.
Anche il programma Today è stato stravolto, coi colleghi di Savannah a coprire il caso con grande partecipazione e numerosi servizi. “Vi supplichiamo di ridarci nostra madre e di poter celebrare con lei; è l’unico modo in cui avremo pace”, ha detto la giornalista in uno dei video, alludendo ad altre richieste di riscatto che sarebbero arrivate nel frattempo. Sempre più provata e senza fiato, sembra trattenere il respiro, così come un po’ tutti gli Stati Uniti, preoccupati per un caso che, per la portata delle persone coinvolte, ha pochi precedenti.


