In un video girato molto online in questi giorni (video ottenuto e diffuso dalla ong ambientalista libanese Green Southerners) si vede un aereo agricolo che irrora (glifosato?) il terreno sottostante con una sostanza liquida biancastra. Nel video si vedono alberi ad alto fusto, presumibilmente ulivi, terreni arati, case e alcuni ruderi. La località in cui si svolge il fatto è Boustane, nel sud del Libano, a poca distanza (circa 500 metri) dal confine con Israele. E l’aereo sarebbe proprio israeliano.
Secondo le analisi condotte dalle autorità libanesi, l’esercito israeliano avrebbe rilasciato dell’erbicida glifosato in concentrazione molto elevata su alcuni terreni libanesi. Sarebbe successo nella giornata del 1 febbraio 2026. Il premier libanese, Joseph Aoun, ha condannato pubblicamente quello che ha definito “un crimine ambientale e sanitario”, oltre che una violazione della sovranità del paese. Di conseguenza, sempre Aoun, ha promesso di adottare tutte le misure legali e diplomatiche necessarie per contrastare questa “aggressione”.
Il video di cui parlavamo poco fa di per sé non è sufficiente per capire in dettaglio cosa sia successo, ma ci sono degli altri elementi fattuali. L’esercito israeliano, infatti, nelle ore precedenti aveva informato le Forze di interposizione dell’Onu (Unifil) del fatto che avrebbe usato delle “sostanze chimiche non tossiche” nelle aree libanesi al confine. Il contingente internazionale, secondo il quotidiano francese Le Monde e altre fonti ben informate, avrebbe così deciso di sospendere le attività per circa nove ore nell’area.
L’avviso alle truppe dell’Unifil
Se c’è stato l’avviso preventivo da parte dell’esercito israeliano significa che non si è trattato di un errore con le coordinate, ma da parte israeliana si voleva effettivamente spargere del glifosato (un diserbante tra i più noti e usati al mondo) in quell’area del Libano.
L’Idf, cioè l’esercito israeliano, ha preferito non rilasciare dichiarazioni alla stampa, ma andando a leggere quella israeliana ci si può fare un’idea delle motivazioni. Sul Time of Israel, per esempio, si dice che “la zona di confine con il Libano è caratterizzata da una fitta vegetazione” e che secondo i funzionari militari israeliani questa vegetazione sarebbe un pericolo “per le forze armate”.


