Esplora il mondo della tecnologia e del lifestyle con Consigli Tech e Lifestyle di Flavio Perrone

Ora è ufficiale: la tassa europea sui pacchi scatta il 1 luglio. Cosa succederà alla tassa, tutta italiana, da 2 euro?

di webmaster | Feb 18, 2026 | Tecnologia


Lo strapotere dell’ultra fast fashion e di altri prodotti a basso costo ha i giorni contati? È presto per dirlo, ma la tassa europea sulle piccole spedizioni darà del filo da torcere. Perché sia pienamente operativa ci sarà ancora da attendere, ma già a partire dal 1 luglio 2026 scatterà un contributo doganale di 3 euro per gli acquisti di origine extra-europea contenuti in pacchi dal valore inferiore ai 150 euro. Lo ha confermato mercoledì 11 febbraio il Consiglio dell’Unione europea, espressione dei governi nazionali.

Perché serve una tassa sulle piccole spedizioni verso l’Unione europea

A partire dal 2022, riferisce la Commissione europea, il volume dei pacchi di modico valore spediti nell’Unione è raddoppiato ogni anno. La stragrande maggioranza – addirittura il 91% – proviene dalla Cina. D’altra parte, nella prima metà del 2025, la piattaforma cinese di ecommerce Temu riferiva di avere in media 115 milioni di utenti attivi al mese tra gli europei, mentre l’altro ecommerce Shein 145 milioni, su una popolazione totale di circa 450 milioni di abitanti.

Piattaforme come queste non hanno centri di distribuzione in Europa, ma spediscono ciascun pacco direttamente al destinatario. Se a questo si aggiunge il fatto che questi e-commerce hanno fatto dei prezzi stracciati il loro marchio di fabbrica, si capisce perché l’importo di ogni ordine resta molto basso (e non è raro che venga sottovalutato ad arte).

Quando un pacco ha un valore inferiore ai 150 euro, però, gode dell’esenzione de minimis: ciò significa che non è soggetto a dazi doganali. Una deroga che suona come una forma di concorrenza sleale nei confronti delle imprese europee. Ecco perché le istituzioni si sono messe all’opera per abolire l’esenzione e riformare il sistema doganale, rendendolo più al passo con i tempi.

Come funziona il contributo da 3 euro sugli acquisti di modico valore

L’Unione europea ci ha abituato a iter piuttosto lunghi, e anche questo non fa eccezione. L’accordo dell’11 febbraio segna un passo avanti decisivo, perché il Consiglio abolisce l’esenzione de minimis per i pacchi da meno di 150 euro. Tutte le merci che entrano nell’Unione europea dunque saranno soggette ai dazi, ma solo da quando sarà operativo il nuovo data hub doganale centrale, una piattaforma digitale unica attraverso la quale le autorità dei Paesi membri potranno accedere ai dati sulle importazioni, calcolare i dazi e coordinare i controlli. Per ora si parla del 2028.

Ma altri due anni di attesa significano milioni e milioni di pacchi. Ecco perché gli Stati membri si sono accordati per introdurre, in via provvisoria, una tassa forfettaria di 3 euro sugli articoli contenuti nelle piccole spedizioni inviate direttamente ai consumatori. Si parte molto prima, già il 1 luglio 2026. Sarà in vigore fino al 1 luglio 2028 con possibilità di proroga, per poi essere sostituito dalle tariffe doganali ordinarie quando entrerà in funzione il data hub doganale centrale. Il dazio non si calcola sul pacco in sé, né sulla quantità di articoli che contiene, ma sulla categoria. Tradotto: chi acquisterà una camicetta in seta e due in lana si vedrà addebitare un dazio di 6 euro, perché i prodotti rientrano in due sottovoci tariffarie diverse.



Fonte

Written By

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

Related Posts

Impact-Site-Verification: c90fc852-aae7-4b2e-b737-f9de00223cb0