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Milano Cortina 2026, cosa rappresentano le squalifiche per eccesso di Pfas nella sciolina sugli sci (per lo sport e l’ambiente)

di webmaster | Feb 18, 2026 | Tecnologia


Al di là delle responsabilità nei singoli casi, il tema dei Pfas nella sciolina e nello sci sembra il replay di dinamiche già viste in molti altri settori industriali. Sono sostanze altamente performanti: respingono l’acqua, riducono l’attrito, migliorano l’efficienza. Applicate alla sciolina, permettono alla soletta di scivolare meglio sulla neve, soprattutto quando il manto è umido o trasformato, aumentando la velocità in modo significativo. In gare che si decidono per pochi centesimi di secondo, anche una variazione minima nella scorrevolezza può cambiare la classifica. Funzionano, ed è proprio questo il problema. Garantiscono un vantaggio concreto – più velocità, più resa, più affidabilità – e rinunciarvi diventa difficile, anche se il costo ambientale è palese.

La loro diffusione, infatti, non è rimasta confinata all’élite agonistica: per anni queste cere sono state usate anche dagli amatori anche per via della loro semplicità nell’applicazione. In effetti basta un ferro che scioglie il prodotto per fissarlo alla soletta, ma lo stesso calore rende le sostanze che lo compongono più volatili, aumentando l’esposizione per tecnici e sciatori. Ed è qui che la questione tecnica diventa ambientale e sanitaria.

Quando la voglia di velocità non è una vittoria

I Pfas sono sostanze estremamente persistenti: non si degradano facilmente, si accumulano nel suolo e nelle acque e possono entrare nella catena alimentare. L’esposizione prolungata è stata associata a tumori, indebolimento del sistema immunitario, riduzione della fertilità e disturbi comportamentali. Kirkham sottolinea un aspetto spesso trascurato: “La neve cattura efficacemente i pfas dall’atmosfera, e la contaminazione è stata rilevata in luoghi remoti come l’Artico, l’altopiano Tibetano, il monte Everest e persino nelle carote di ghiaccio antartiche. Con il riscaldamento globale e il restringimento della criosfera, queste sostanze possono essere rilasciate da neve, ghiacciai e permafrost in scioglimento verso gli ecosistemi a valle, creando sfide senza precedenti. È urgente approfondire l’impatto dei Pfas negli ambienti polari e montani per sviluppare strategie di gestione efficaci”.

La quantità rilasciata dall’attrezzatura sportiva è minima rispetto alle emissioni industriali globali, ma non irrilevante. La Fondazione Milano Cortina 2026, la Fis e il Comitato olimpico internazionale non hanno ritenuto di commentare quanto avvenuto ai tre atleti. Ma il “no” ai Pfas che i Giochi olimpici di Milano Cortina 2026 hanno detto davanti a miliardi di persone in tutto il mondo dimostra che lo sport può correggere la rotta. Che le prestazioni non possono andare a svantaggio dell’ambiente. E che chi lo danneggia, non può più vincere, anzi deve cambiare formula. Del resto, le alternative esistono.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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