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Nvidia e Meta, perché l’accordo segna l’inizio di una nuova era nella corsa all’AI

di webmaster | Feb 19, 2026 | Tecnologia


A dicembre il chipmaker ha annunciato un investimento da 20 miliardi di dollari per poter usare in licenza le tecnologie sviluppate dalla startup di chip Groq, oltre che per portarsi in casa alcuni dei migliori talenti di punta dell’azienda, incluso l’amministratore delegato Jonathan Ross. L’operazione rappresenta il più grande investimento mai effettuato fin qui da Nvidia.

Una concorrenza sempre più intensa

L’accordo tra Nvidia e Meta arriva in un momento in cui i principali laboratori di AI e le grandi aziende di software stanno cercando di diversificare le fonti da cui si assicurano la potenza di calcolo.

Negli ultimi anni OpenAI, Anthropic, Meta, xAI e molte altre realtà si sono affidate all’hardware di Nvidia per sostenere la parte più onerosa del lavoro necessario ad addestrare e distribuire i modelli di AI generativa. Ma ora molte di queste aziende stanno sviluppando o personalizzando i propri chip, aumentando le pressioni su Nvidia per un ampliamento dei suoi servizi.

Microsoft impiega una combinazione di gpu Nvidia e chip progettati internamente per i propri servizi cloud per l’AI. Anche Google utilizza chip dell’azienda per il cloud, ma si affida soprattutto alle tensor processing unit (tpu) sviluppate in casa per addestrare e distribuire i suoi modelli di AI più avanzati (secondo alcune indiscrezioni, Big G avrebbe anche valutato la possibilità di vendere le proprie tpu a Meta).

Anthropic utilizza invece un mix di gpu Nvidia, tpu di Google e chip di Amazon, uno dei suoi principali azionisti di minoranza (il cofondatore e amministratore delegato della società, Dario Amodei, è anche uno dei pochi dirigenti ad aver criticato pubblicamente i tentativi di Huang di convincere il governo statunitense ad approvare la vendita dei chip avanzati di Nvidia alla Cina).

OpenAI, che lo scorso anno ha siglato con Nvidia un accordo legato alle infrastrutture AI che potrebbe valere fino a 100 miliardi di dollari, ha fatto sapere che sta lavorando con Broadcom allo sviluppo di hardware proprietario per i chip AI e altro ancora.

Nel giugno dello scorso anno, l’amministratore delegato del produttore di ChatGPT, Sam Altman, è salito sul palco accanto all’amministratrice delegata di Amd, Lisa Su, durante la conferenza annuale sull’AI del produttore di chip. Poco dopo le due aziende hanno siglato un accordo che prevede l’acquisto da parte di OpenAI di fino a 6 gigawatt di chip Amd nei prossimi anni, in cambio della possibilità di acquisire fino al 10% del chipmaker. Amd è nota soprattutto per le cpu, ma negli ultimi anni ha guadagnato terreno anche nel comparto degli acceleratori AI e delle gpu per l’intelligenza artificiale.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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