Il provvedimento descrive un monitoraggio costante e l’applicazione di penalizzazioni o esclusioni dal sistema in caso di comportamenti ritenuti non conformi. In questo quadro, gli inquirenti parlano di โgestione algoritmica della prestazioneโ, un sistema che porterebbe a un controllo continuo e inciderebbe sulla libertร del lavoratore, rendendo l’autonomia solo apparente.
Le indagini hanno inoltre evidenziato fenomeni di intermediazione illecita tramite cessione di account: profili registrati, talvolta con documenti falsi, verrebbero ceduti a lavoratori terzi in cambio di una percentuale sui guadagni, configurando una forma di caporalato digitale.
Il precedente di Glovo e Uber Eats
Il controllo giudiziario su Deliveroo arriva a poche settimane da un provvedimento analogo nei confronti di Glovo attraverso la controllata Foodinho, societร che gestisce operativamente il servizio in Italia.
In quel caso, il giudice per le indagini preliminari (gip) di Milano aveva convalidato la misura dโurgenza ipotizzando lo sfruttamento di decine di migliaia di rider. Anche lรฌ il nodo centrale riguardava la qualificazione del rapporto di lavoro: lavoratori formalmente autonomi ma di fatto inseriti in unโorganizzazione aziendale che ne condizionava tempi, compensi e modalitร operative.
Il nuovo provvedimento su Deliveroo rappresenta quindi unโestensione dello stesso filone investigativo, che negli ultimi anni ha portato a controlli su migliaia di rider e allโemersione di nuove forme di intermediazione illecita della manodopera.
Un precedente nello stesso filone investigativo risale perรฒ giร al 2020, quando la Procura di Milano dispose il commissariamento di Uber Eats nellโambito di unโindagine su caporalato e intermediazione illecita. Secondo lโaccusa, un sistema di cooperative e intermediari reclutava rider, in gran parte migranti, sottopagati e costretti a lavorare in condizioni di forte vulnerabilitร , trattenendo parte dei compensi e gestendo turni e consegne.
Il nuovo provvedimento su Deliveroo rappresenta quindi unโulteriore estensione dello stesso filone investigativo milanese sul lavoro nelle piattaforme digitali, che negli anni ha portato a controlli su migliaia di rider e allโemersione di nuove forme di intermediazione illecita della manodopera.
Gli obiettivi della misura
Il provvedimento d’urgenza, contenuto in circa 60 pagine e ora al vaglio del gip, mira a garantire il rispetto delle norme di lavoro, la regolarizzazione dei rider coinvolti e l’adozione di modelli organizzativi idonei a prevenire nuove situazioni di sfruttamento
All’amministratore giudiziario spetterร anche il compito di verificare i rapporti con altre societร che utilizzano gli stessi rider, per valutare eventuali responsabilitร e l’adeguatezza dei modelli organizzativi.


