Sin dalle prime puntate, quando ancora lโattenzione di tutti era piรน rivolta a stabilire se The Pitt fosse il clone di Er – Medici in prima linea piuttosto che la sua erede, la serie medical ha dimostrato di essere un fenomeno. Sorretto da unโimpalcatura narrativa che descriveva in tempo reale ogni singola ora di un turno al Pronto soccorso di un affollato ospedale di Pittsburgh, lo show (in effetti creato dallo stesso team del seminale medical degli anni ’90 e prodotto e interpretato da uno dei suoi protagonisti, Noah Wyle) con una manciata di scene aveva giร spazzato via le velleitร di predecessori recenti e contemporanei come Greyโs Anatomy di attestarsi come il top del Millennio nel suo genere. Conclusa una prima stagione di impressionante ritmo, pathos e accuratezza nella ricostruzione delle pratiche mediche, consacrata da diversi premi, la seconda annata si avventura verso piรน temerari orizzonti per esplorare gli argomenti cruciali della contemporaneitร . Tra questi lโintelligenza artificiale, i cyber attack e il rapporto tra tecnologia e medicina.
Allโinizio della seconda stagione, attualmente su Hbo Max, la voce che un altro ospedale sia stato vittima di un attacco cyber con conseguente richiesta di ricatto, gettandolo nel caos, attraversa solo brevemente i pensieri di Robbie & co, alle prese con aggressioni al personale, intrusioni dell’Ice, conflitti tra colleghi e il sovraffollamento. Alla fine del settimo episodio, la minaccia di un nuovo attacco, questa volta a danni dellโospedale piรน eccellente della cittร , proprio il Pitt, viene accolta con una disattivazione preventiva delle risorse tecnologiche: si procede a computer spenti, senza internet, database, stampanti e senza il programma basato sull’artificiale che la nuova arrivata, la dottoressa Al-Hashimi, sta promuovendo con fin troppo accanimento. Se vi siete trovati in questa situazione in un ospedale in pieno orario di punta di esami & co. (e sicuramente vi sarร capitato) sapete di cosa stiamo parlando. Il caos.
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