Il progetto si basa sui risultati del Wendelstein 7-X e integra magneti superconduttori ad alta temperatura (cioè magneti raffreddati a temperature vicine allo zero assoluto (circa –270°C) che generano campi magnetici enormi consumando pochissima energia), e metodi di progettazione computazionale avanzata, con l’obiettivo di accorciare i cicli di apprendimento tra design, produzione ed esercizio.
Stellaris, previsto a Gundremmingen, rappresenta il passo successivo: la prima centrale commerciale a fusione del continente. Il sito sfrutta infrastrutture esistenti, dalla rete elettrica ai sistemi di raffreddamento, riducendo tempi di autorizzazione e alcuni costi rispetto a un impianto costruito da zero.
Sul piano operativo, l’Ipp guiderà la fisica dei plasmi e la direzione scientifica, Proxima Fusion si occuperà di ingegneria e costruzione, mentre Rwe contribuirà con la propria esperienza nella gestione di centrali e nei processi autorizzativi.
Il modello finanziario combina capitali privati e fondi pubblici, con Proxima che coprirà circa il 20% tramite investitori internazionali. Mentre la Baviera e Rwe si sono impegnate a cofinanziamento il progetto. L’accordo è in linea con l’Agenda High-Tech Germania e il Piano nazionale per la fusione, con l’obiettivo di creare un quadro chiaro per investimenti pubblici e privati e facilitare l’accesso a fondi federali.
Alpha Alliance, un’alleanza di oltre 30 aziende per la fusione
La realizzazione di uno stellarator richiede una filiera industriale in grado di produrre componenti non ancora disponibili su scala seriale e di integrare sistemi ad alta complessità entro tempi e costi compatibili con un progetto commerciale. In parallelo alla firma del MoU è quindi nata l’Alpha Alliance.
Come osserva ancora Sciortino, “Alpha non è un progetto scientifico: è la piattaforma di lancio per la catena del valore industriale europea della fusione”. La maggior parte degli investimenti confluirà direttamente nell’industria, dalla manifattura avanzata ai magneti superconduttori, fino alla criogenia e a sistemi elettronici adeguati per gestire e convertire grandi quantità.
Il consorzio riunisce aziende con competenze distribuite lungo l’intera catena produttiva: materiali, magneti superconduttori, elettronica di potenza, criogenia, manifattura pesante e infrastrutture di centrale. Tra i membri figurano Siemens Energy, Framatome, Thales e Air Liquide, oltre a specialisti come Theva, Pfeiffer Vacuum, ProBeam e Ampegon, costruttori come Bilfinger e Kraftanlagen, partner internazionali come Faraday Factory Japan e Fujikura, e TÜV Rheinland per i processi di certificazione e qualifica. Tra le aziende italiane partecipano Eni e Walter Tosto.
Takeaway per la fusione nucleare europea
Alpha e Stellaris mostrano un possibile modo per combinare fin dall’inizio ricerca scientifica, ingegneria industriale e costruzione di filiere complesse. In questo modello, il dimostratore non è solo un banco di prova per la fisica dei plasmi, ma anche uno strumento per sviluppare competenze produttive e integrare fornitori lungo la catena del valore.


