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Leica Leitzphone: recensione, prezzo e, soprattutto, fotocamere e differenze con Xiaomi 17 Ultra

di webmaster | Mar 1, 2026 | Tecnologia


Su tutto questo ben di Dio, come già accennato, Leica fa insistere una suite creativa personalizzata composta da 13 Leica Looks e 5 Effetti Bokeh Leica: per quanto riguarda i Leica Looks, oltre ai classici Standard, Vivid, Natural, Monochrome Natural e Monochrome High Contrast, solo sul Leitzphone sono presenti i profili esclusivi Classic, Contemporary, Blue, Eternal, Chrome, Brass, Teal e I Model A.

Ma la vera finezza sono gli effetti bokeh: chi ama Leica sa che i suoi obiettivi sono capolavori di ingegneria e di artigianato dall’altissima risolvenza (quanti dettagli l’obiettivo trasferisce al sensore), che le loro lenti richiedono settimane per essere realizzate, e che da essi dipende molta della qualità nella fotografia targata Leica. Nel Leitzphone troviamo 5 filtri appositamente sviluppati dalla casa tedesca per realizzare ritratti con caratteristiche ispirate da quelle dei suoi migliori obiettivi, regolando a piacere l’apertura e quindi la profondità di campo. Con Summicron, abbiamo uno sfocato morbido con riflessi circolari, mentre con Summilux, ispirato al 75mm f/1.4, si ottiene un centro dell’inquadratura nitido con sfocatura “cat-eye” e un tocco vorticoso ai bordi. L’effetto Noctilux è ispirato all’omonimo 50mm f/0.95 per creare un effetto romantico con vignettatura dinamica. Poi ci sono l’Anamorphic per un Bokeh dal look cinematografico, e il Thambar: ispirato al 90mm f/2.2, ricrea un effetto “soft-focus” etereo con una struttura del bokeh a “cipolla” e bordi a doppia linea.

Sempre a proposito di immagini, a distinguere il Leitzphone dalla concorrenza c’è la scelta di inserire il chip CAI, acronimo che sta per Content Authenticity Initiative (CAI). Leica, infatti, è stata la prima che, nell’era delle immagini manipolate dall’AI e dei deepfake, ha scelto di mettere nelle proprie fotocamere un chip per garantire a livello hardware l’inserimento di metadati crittografati in ogni immagine al momento dello scatto, di fatto aggiungendo un’etichetta che certifica l’autore e la provenienza della foto. Ora questa tecnologia sbarca anche nel mondo della mobile photography.

Hardware senza compromessi

Il dispositivo monta un pannello LTPO OLED da 6,9 pollici, completamente piatto, una scelta che piacerà ai puristi. La risoluzione è di 2608 x 1200 pixel con un refresh rate dinamico da 1 a 120Hz, mentre la profondità di colore è a 12bit, quindi permette di visualizzare oltre 68 miliardi di colori. La luminosità di picco raggiunge i 3500 nits, garantendo buona visibilità anche sotto la luce diretta del sole. Sotto la scocca batte il processore Qualcomm Snapdragon 8 Elite Gen 5, realizzato con processo produttivo a 3nm. Il meglio che si trova in giro al momento, e che anima praticamente quasi tutti gli smartphone android. Il sistema operativo è Xiaomi HyperOS 3, dove l’intelligenza artificiale gioca un ruolo chiave con Xiaomi HyperAI per l’editing e la produttività, e l’integrazione nativa di Google Gemini come assistente attivabile dal tasto di accensione.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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