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Fuga da ChatGpt, OpenAI promette modifiche ad accordo Pentagono – Notizie

di Flavio Perrone | Mar 3, 2026 | Tecnologia



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Fuga di utenti da ChatGpt dopo l’accordo con il Dipartimento della guerra statunitense e la casa madre OpenAI promette di apportare modifiche. I download negli Stati Uniti sono calati del 295%. “Non avremmo dovuto affrettarci a pubblicare la notizia venerdì. Le questioni sono estremamente complesse e richiedono una comunicazione chiara”, scrive su X il Ceo Sam Altman.

I numeri degli ultimi giorni devono aver portato il creatore di ChatGpt a più miti consigli. Altman su X ha spiegato che sarebbero state apportate modifiche all’accordo con il governo Usa, inclusa la garanzia che il suo sistema non sarebbe stato “utilizzato intenzionalmente per la sorveglianza interna di persone e cittadini statunitensi”. Nell’ambito delle nuove modifiche, anche i servizi segreti come la National Security Agency (Nsa) non potrebbero utilizzare il sistema OpenAI senza una “modifica successiva” del contratto. Altman ha aggiunto che la società ha commesso un errore affrettandosi a “pubblicare la notizia venerdì” e che l’azienda vuole “lavorare attraverso processi democratici”. Dopo l’accordo, Altman aveva sottolineando come nel corso delle trattative il Pentagono aveva mostrato un “profondo rispetto per la sicurezza”.

Gli utenti hanno reagito alla notizia della partnership col governo Usa e a partire da sabato scorso le disinstallazioni dell’app di ChatGpt negli Stati Uniti sono aumentate del 295%, come rivelano i dati della società SensorTower. Un’impennata se paragonato al tasso ordinario di disinstallazione giornaliero del 9%.

Per contro sono schizzati i download del chatbot rivale Claude di proprietà della società Anthropic, che si è opposta all’uso della sua intelligenza artificiale senza restrizioni a scopo militare. Negli Stati Uniti i download di Claude sono aumentati del 37% su base giornaliera venerdì 27 febbraio e del 51% sabato 28 febbraio – superando per la prima volta quelli di ChatGpt – dopo che l’azienda di Dario Amodei ha annunciato che non collaborerà con il dipartimento della difesa americana e che ricorrerà in tribunale contro eventuali divieti del governo Usa. Ed è forse l’impennata dei download di Claude ad aver provocato i disservizi del chatbot nella giornata di martedì 2 marzo.
   

FP



Written By Flavio Perrone

Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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