Il telefono è alimentato dal chip di fascia media MediaTek dimensity 7100 5G, con 8 gb di ram e 256 gb di memoria interna, a cui si aggiungono uno slot per microsd e il supporto dual-sim. Lo schermo è un Amoled da 6,36 pollici con risoluzione da 1080p. Il retro ospita due fotocamere, che si sommano a quella frontale da 32 megapixel. Se la batteria da 5.500 mAh risulta piuttosto capiente in rapporto alle dimensioni, la connettività è più datata e si limita al wi-fi 6 e al bluetooth 5.4.
Un elemento distintivo è il ritorno delle “The other half”, già presenti nel modello originale. Si tratta di cover intercambiabili dotate di connettori pogo pin che si collegano al telefono e consentono di creare accessori unici, come un secondo display sul retro o addirittura una tastiera. Questi pannelli possono essere co-progettati e stampati in 3D dalla comunità di utenti attraverso l’Innovation program dell’azienda. La cover removibile inoltre fa sì che la batteria del telefono possa essere sostituita dall’utente, una rarità nel mercato attuale.
Il presidente di Jolla group Antti Saarnio è consapevole che il Jolla phone è destinato a restare un prodotto di nicchia. “La maggior parte delle persone che usa Android o iOs non cambierà, ma dovremmo considerarlo comunque un primo passo verso qualcosa di nuovo”, afferma. La “vera diffusione su larga scala”, secondo Saarnio, arriverà quando nel mercato mobile inizieranno a emergere nuovi fattori di forma, alimentati dall’intelligenza artificiale.
Il riferimento è probabilmente a Mind2, un dispositivo AI di Jolla orientato alla privacy e ancora in fase di sviluppo, che si connette a un pc e mette in comunicazione l’assistente di AI dell’azienda con applicazioni come email e calendario in locale, senza accedere al cloud. L’interfaccia, simile a quella di un chatbot, permette di fare domande sui propri dati, una caratteristica che può tornare utile per esempio quando si cercano informazioni in un’email o in un messaggio privato. Mentre il nuovo Jolla phone non includerà funzionalità AI al lancio, Saarnio spiega che l’integrazione dovrebbe diventare un’opzione attivabile dagli utenti entro la fine dell’anno.
Negli anni Jolla si è costruita una certa credibilità garantendo un esteso supporto software ai propri dispositivi. Resta però da vedere come il nuovo hardware si comporterà nel tempo e quanto l’azienda sia riuscita a migliorare l’esperienza di Sailfish Os, soprattutto considerando che oggi avvicinarsi ad alternative ad Android “de-Googlizzate” è decisamente più semplice.
Questo articolo è apparso originariamente su Wired US.


