Il primo drone One Way Usa (che sembra uno Shahed iraniano)
In Iran gli Stati Uniti hanno anche utilizzato per la prima volta in combattimento un drone d’attacco kamikaze, il Lucas. Un momento definito letteralmente “storico”, come si legge su questo post del Centcom, il comando militare statunitense, L’acronimo sta per Low-cost unmanned combat attack system e ha la stessa identica forma di uno Shahed iraniano, il modello di drone d’attacco che è stato impiegato – e continua a essere impiegato – in maniera massiccia dalla Russia, che fabbrica i propri modelli, i Geran, basati sul progetto iraniano.
In un video appena pubblicato viene celebrato come un nuovo “dominio dei droni” statunitense, Lucas viene impiegato da una unità di droni specializzata – la task force Scorpion Strike – che è stata attivata in Medio Oriente alla fine dello scorso anno. “Questi droni a basso costo, modellati sui droni Shahed iraniani, stanno ora dando una risposta di produzione americana”, scrivono dal Centcom. I droni sono prodotti in Arizona dalla SpektreWorks, e costano circa 35mila dollari a unità.
Un drone da ricognizione e attacco Reaper armato costa 30 milioni di dollari. L’impiego è stato confermato in una nota stampa del Comando militare statunitense. “Le prime ore dell’operazione hanno incluso l’impiego di munizioni di precisione lanciate da piattaforme aeree, terrestri e navali. Inoltre, la task force Scorpion Strike del Centcom ha utilizzato per la prima volta in combattimento droni d’attacco monouso a basso costo”, si legge.
L’uso massiccio di Shahed iraniani
“In questo conflitto finora, l’Iran sta lanciando centinaia di droni Shahed, tanti, se non più, dei missili balistici”, scrive l’analista Dara Massicot del Carnegie endowment for international peace. Lo fa “per logorare i sistemi di difesa aerea di Israele, degli Stati Uniti e dei loro partner in Medio Oriente – scrive Massicot – e per danneggiare infrastrutture critiche”.




