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Dobbiamo raccontarvi un altro superpotere dei bombi, che riescono a sopravvivere sott’acqua per più di una settimana

di webmaster | Mar 12, 2026 | Tecnologia


La struttura fisica dei bombi non è adatta a sopravvivere sott’acqua. Ma i bombi non lo sanno e sopravvivono lo stesso. Ci siamo presi la libertà di storpiare una citazione piuttosto diffusa (a sua volta, comunque, sbagliata, dato che viene erroneamente attribuita ad Albert Einstein, che non disse mai niente di simile); per la cronaca, pare che la sua origine risalga agli anni Trenta, quando l’entomologo francese Antoine Magnan, in base ad alcuni calcoli errati, arrivò alla conclusione che i bombi non fossero adatti al volo) per raccontare di uno studio – questa volta esatto – appena pubblicato sulle pagine dei Proceedings of the Royal Society B e relativo, per l’appunto, alla capacità dei bombi di sopravvivere sott’acqua. Secondo gli autori del lavoro, un’équipe di scienziati della University of Ottawa, gli insetti sarebbero in grado di sopravvivere sott’acqua per almeno una settimana entrando in un particolare stato detto diapausa, simile a una specie di letargo. Ecco come funziona.

Un metabolismo ridotto al minimo

Per sopravvivere a lungo sott’acqua, un insetto terrestre di grandi dimensioni come i bombi deve innanzitutto abbattere la propria richiesta di energia. Durante la diapausa, le regine di Bombus impatiens riducono il proprio tasso metabolico in misura nettamente superiore rispetto a quanto ci si aspetterebbe per il solo effetto delle basse temperature ambientali; gli autori del lavoro hanno calcolato, in particolare, che il tasso metabolico di queste regine è estremamente ridotto, e arriva a rappresentare solo lo 0,5% di un esemplare a riposo a temperatura ambiente. Questa profonda depressione metabolica costituisce il primo passo fondamentale per garantirne la sopravvivenza in condizioni di sommersione prolungata.

Respirare sott’acqua (senza branchie)

Contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, lo studio dimostra che le regine di bombo non si limitano a trattenere il respiro, ma continuano a scambiare gas anche mentre sono completamente sommerse. Utilizzando sofisticati sistemi di respirometria, gli scienziati hanno rilevato una produzione costante (seppur molto debole) di anidride carbonica per tutti gli otto giorni di immersione documentati. Parallelamente, le misurazioni hanno confermato una progressiva diminuzione dell’ossigeno disciolto nell’acqua circostante, a riprova di un consumo attivo da parte dell’insetto. Si ipotizza che questa forma di respirazione subacquea avvenga grazie al cosiddetto plastron, un sottile strato di aria intrappolata dalla peluria idrofoba sulla superficie del corpo, che funge da vera e propria branchia fisica.



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Scritto da Flavio Perrone, consulente informatico e appassionato di tecnologia e lifestyle. Con una carriera che abbraccia più di tre decenni, Flavio offre una prospettiva unica e informata su come la tecnologia può migliorare la nostra vita quotidiana.

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