Cinema e sogno sono realtà sotterranee, abitano sullo stesso piano simbolico, occupano lo stesso buio e parlano la stessa lingua. Spesso il cinema è stato accostato a un’esperienza onirica, una dimensione sospesa e ineffabile che si dischiude nell’istante in cui il filo di luce del proiettore squarcia il buio della sala. Non è un accostamento così strano se si considera che l’industria cinematografica è stata consacrata con l’appellativo di fabbrica dei sogni, né si tratta di una suggestione anacronistica, considerato che innumerevoli autori, nel corso della storia, e ancora oggi, hanno eletto quello spazio bianco e immenso a spazio d’elezione, a territorio simbolico in cui proiettare speranze, timori e memorie lontane.
In occasione del World Sleep Day, ovvero la giornata mondiale del sonno, che cade il secondo venerdì di marzo, ci siamo lasciati trasportare dal cinema e dal modo in cui nel tempo la settima arte ha portato sullo schermo il proprio rapporto con l’onirismo, con il sogno, e con tutto ciò che si lega con un altrove spesso dimenticato, rimosso, spesso discusso e centrato. Sono molti i registi che si sono dedicati a questo tema portante, che ne hanno fatto materia per i propri film, scegliendo di combinare visibile e invisibile, rimosso e manifesto, qui e altrove, rileggendo incubi e sogni in chiave cinematografica. Per questo abbiamo scelto dieci film, dieci opere meravigliose che hanno saputo veicolare una propria visione onirica particolare intrecciata a una storia capace di restituire allo spettatore quella sensazione di aver vissuto, per qualche ora, dentro un sogno.


